BRUXELLES - Il Consiglio Ue ha adottato oggi nuove misure restrittive in risposta alla guerra in Ucraina e alle attività ibride condotte da Mosca. La decisione è maturata alla luce del “sistematico disprezzo del diritto internazionale” mostrato dal regime del presidente Vladimir Putin. Questo nuovo provvedimento inserisce nelle liste dei soggetti sanzionati complessivamente 34 individui e 47 entità. 

Come dichiarato dall’ Alta Rappresentante Kaja Kalla, “abbiamo approvato un nuovo pacchetto di sanzioni per esercitare maggiore pressione sulla Russia affinché ponga fine alla guerra. Queste misure colpiscono al cuore il complesso militare-industriale russo, la sua flotta ombra e le reti che alimentano gli attacchi ibridi di Mosca contro l’Europa”. 

L’azione dell’Unione Europea, tuttavia, non si ferma qui. “Parallelamente, stiamo lavorando al ventunesimo pacchetto di sanzioni. Ogni misura riduce il margine di manovra della Russia. E i numeri parlano chiaro. Le sanzioni occidentali sono già costate alla Russia una cifra stimata tra mille e mille e trecento miliardi di euro. Mattone dopo mattone, stiamo smantellando le fondamenta dell’economia di guerra russa”, ha continuato Kallas. 

Nel dettaglio, il provvedimento impone misure restrittive a 7 individui e 21 entità che sostengono direttamente il comparto bellico del Cremlino, colpendo anche i loro complici operanti in Paesi terzi. Si tratta di produttori e fornitori di droni e attrezzature tattiche destinate alle forze armate russe. 

Tra le realtà colpite figurano la Jsc Lavochkin Research and Production Association, fondata dalla società spaziale statale Roscosmos, e le società Llc Rustakt, Llc Asfpv e Llc Ionos. Le sanzioni colpiscono inoltre le aziende cinesi Shenzhen Minghuaxin e Xinxiang Richful Lubricant Additive Company, quest’ultima uno dei maggiori produttori e distributori di additivi per lubrificanti con sede in Cina.  

Infine, il provvedimento prende di mira la Era Military Innovation Technopolis e la Foundation for Advanced Studies, entrambe istituite dal governo russo per lo sviluppo di sistemi senza pilota avanzati per scopi militari. 

Il pacchetto interviene anche sui canali di finanziamento dell’energia, inserendo in lista nera 2 persone fisiche (Tahir Garayev e Konstantin Rogach) e 24 entità collegate alla spedizione e all’esportazione di petrolio greggio o prodotti petroliferi, riconducibili alla cosiddetta flotta ombra russa. Tra queste è inclusa Lukoil-Western Siberia, insieme a numerose società con sede in Russia, Liberia, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Azerbaigian e Hong Kong. 

Sul fronte della disinformazione, le sanzioni colpiscono dieci persone fisiche e un’entità. Tra i nomi di spicco figurano noti propagandisti russi come Anatoly Kuzichev, Kirill Fedorov, Roman Antonovskii e Maria Volkonskaya, caporedattrice del quotidiano statale Krymskaya Gazeta. L’Ue li ritiene responsabili della diffusione di notizie false volte a legittimare l’invasione e di veicolare “narrazioni ostili e manipolative che prendono di mira l’Ucraina e mirano a disumanizzare gli ucraini o a distorcere i fatti storici”. 

A questi si aggiungono l’influencer residente in Russia Alexandra Jost, la Fondazione presidenziale per le iniziative culturali (creata per decreto dello stesso Putin) e Georgij Shevkunov, vescovo della Chiesa ortodossa russa, accusato di svolgere “un ruolo attivo nella diffusione di propaganda e disinformazione russa volta a giustificare l’aggressione armata della Russia contro l’Ucraina”. 

Un capitolo specifico del provvedimento riguarda i diritti umani. In relazione all’avvelenamento con una tossina letale e alla successiva morte di Alexei Navalny, avvenuta nel febbraio 2024, il Consiglio ha inserito nella lista nera un’entità e 15 individui. Il blocco colpisce i giudici, i procuratori, i membri delle forze dell’ordine, del personale medico e dei servizi di sicurezza dello Stato (Fsb) coinvolti nella persecuzione dell’oppositore politico. 

Sempre sul fronte della repressione del dissenso interno, le sanzioni colpiscono la Ipjsc Ntk. L’azienda ha collaborato con il Dipartimento per le Tecnologie dell’Informazione della città di Mosca per sviluppare un sistema di riconoscimento facciale. Tale tecnologia era destinata a monitorare e arrestare i giornalisti indipendenti, gli attivisti dell’opposizione e i cittadini che partecipavano alle proteste pacifiche contro la guerra o a sostegno di Navalny. 

Infine, a seguito della revisione annuale, il Consiglio ha rinnovato le misure restrittive introdotte in risposta all’annessione illegale della Crimea e della città di Sebastopoli, prorogandole fino al 23 giugno 2027. Nel confermare la decisione, l’Ue ha ribadito che “non riconosce e continua a condannare l’annessione illegale della Crimea e di Sebastopoli da parte della Federazione Russa come violazione del diritto internazionale”.