ROMA - La commissione Bilancio della Camera ha chiesto di eliminare tre disposizioni dalla manovra economica per il 2027, tra cui quella che avrebbe consentito a studenti e famiglie di acquistare libri scolastici e universitari in formato digitale stampabile a un prezzo ridotto di almeno il 50%. 

 La proposta di stralcio arriva mentre il governo si prepara ad affrontare le richieste di modifica della maggioranza e le proteste delle Regioni sui finanziamenti alla sanità. 

La commissione presieduta dal deputato di Forza Italia Giuseppe Mangialavori ha individuato tre norme considerate di carattere ordinamentale, cioè relative alla disciplina di specifici settori e non direttamente alla gestione del bilancio dello Stato. 

La più rilevante riguarda l’articolo 105, che avrebbe obbligato gli editori a rendere disponibili versioni digitali dei libri di testo scolastici e universitari, stampabili integralmente dagli acquirenti, con un prezzo inferiore di almeno la metà rispetto alle edizioni cartacee. 

La misura, presentata come uno strumento per ridurre le spese delle famiglie, aveva già suscitato le critiche delle associazioni degli editori e dei librai, preoccupate per le conseguenze economiche sull’intera filiera. 

La richiesta di stralcio non costituisce una bocciatura nel merito, ma la commissione ritiene che la disposizione non abbia i requisiti per rientrare nella legge di bilancio.  

Gli altri due interventi riguardano un comma dell’articolo 69, che prevedeva la consegna ai pazienti di un documento riepilogativo delle prestazioni sanitarie ricevute e delle relative tariffe, e una modifica sulle assegnazioni di personale alle strutture di supporto dei commissari straordinari per la ricostruzione dopo le calamità naturali. 

Intanto è stato definito il calendario dell’esame parlamentare. Il termine per presentare gli emendamenti alla commissione Bilancio scadrà martedì 17 novembre alle 18. La verifica di ammissibilità delle proposte è prevista per il 23 o il 24 novembre, con l’esame degli eventuali ricorsi il giorno successivo. 

Le possibili modifiche riguarderanno soprattutto scuola, sanità e pensioni, i settori sui quali si concentrano le maggiori contestazioni. 

Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha annunciato alla Camera l’intenzione di lavorare per eliminare durante l’iter parlamentare la riduzione del personale scolastico prevista dal testo. 

La disposizione contestata riguarda quasi 7.000 posti tra insegnanti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario a partire dall’anno scolastico 2027-2028. 

Rispondendo a un’interrogazione della deputata del Partito democratico Irene Manzi, Valditara ha ricordato le assunzioni effettuate durante la legislatura e quelle previste per il prossimo anno, assicurando che il governo cercherà di evitare la riduzione. 

Una disponibilità a intervenire è arrivata anche dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. 

“Se c’è qualcosa da correggere, da migliorare, il Parlamento e le commissioni esistono per questo”, ha dichiarato, spiegando che il confronto sul testo inizierà la prossima settimana. 

Sul personale scolastico, tuttavia, Ciriani ha difeso la necessità di adeguare gli organici al calo demografico, sostenendo che alla diminuzione degli studenti possa corrispondere una riduzione del numero degli insegnanti. 

Ancora più acceso il confronto sulla sanità. La Conferenza delle Regioni, riunita in seduta straordinaria, ha giudicato insufficienti le risorse previste dalla manovra e ha chiesto un aumento del Fondo sanitario nazionale. 

Il presidente dell’Emilia-Romagna Michele de Pascale ha avvertito che, senza modifiche sostanziali, le Regioni potrebbero rivolgersi alla Corte costituzionale. 

Secondo il governatore, il governo non può imporre alle amministrazioni regionali di garantire livelli essenziali di assistenza senza assicurare finanziamenti adeguati. 

Di posizione opposta il ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha rivendicato l’aumento delle risorse fino a circa 146 miliardi di euro nel 2027, sostenendo che il Fondo sanitario nazionale abbia raggiunto il livello più alto di sempre. 

Per le Regioni, tuttavia, gli stanziamenti non sarebbero sufficienti a coprire l’aumento dei costi e a sostenere i servizi. 

Altre critiche arrivano dal presidente della Toscana Eugenio Giani, contrario all’eliminazione del bollo auto per una larga parte dei veicoli. Secondo il governatore, la misura sottrarrebbe alle Regioni una fonte autonoma di entrate, sostituendola con trasferimenti statali e complicando la programmazione finanziaria. 

Giani contesta inoltre la proposta di destinare allo Stato una quota consistente dei canoni sulle concessioni idroelettriche. 

Sul fronte delle imprese, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricevuto a Palazzo Chigi il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, che al termine dell’incontro ha parlato di un confronto positivo sui temi dell’industria, dell’energia e della legge di bilancio, ribadendo la richiesta di una strategia industriale di lungo periodo. 

Anche Forza Italia si prepara a proporre modifiche, soprattutto sulle pensioni e sulla scuola. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato la disponibilità del partito a individuare interventi migliorativi dopo un confronto con il sindacato Confsal.