MANDALIKA (INDONESIA) - Marc Marquez sfrutta tutta la sua esperienza e conquista la Sprint Race del Gran Premio d’Indonesia, diciassettesimo appuntamento del Mondiale MotoGP. In un fine settimana complicato per la Ducati, il campione del mondo in carica rimonta dalla quinta posizione e centra il 23° successo in carriera nelle gare brevi, conquistando per la prima volta in solitaria la vetta della classifica piloti.
Una vittoria costruita tra determinazione e un pizzico di fortuna. Lo spagnolo approfitta prima del contatto alla prima curva tra le Aprilia di Raul Fernandez, autore della pole position, e Marco Bezzecchi, scattato secondo, poi dei problemi alla pressione delle gomme che costringono Jorge Martin a cedere il comando dopo aver guidato la corsa per oltre due terzi della distanza. Il pilota Aprilia chiude quarto, mentre Marquez sale a 343 punti, con quattro lunghezze di vantaggio sul connazionale e 59 su Bezzecchi.
“Ho provato a salvare un weekend per noi molto difficile. In qualifica non siamo andati male e nella Sprint abbiamo spinto al massimo, poi sono stato fortunato con il problema alla pressione delle gomme di Martin. In partenza eravamo in quattro sulla stessa linea e siamo andati tutti lunghi”, racconta Marquez ai microfoni di Sky Sport.
Alle sue spalle brilla Ai Ogura, secondo al traguardo e protagonista di una prestazione che permette all’Aprilia di limitare i danni. “Fisicamente sto bene e questo risultato è molto importante per noi. È stata una gara faticosa perché non avevo il ritmo dei primi, il secondo posto è un bellissimo risultato”, spiega il giapponese.
Completa il podio Fabio Di Giannantonio, terzo con la Ducati VR46 e in crescita dopo alcune gare difficili. “Sono contento del potenziale che abbiamo espresso in pista, ma il problema era riuscire ad attaccare quelli davanti. Aprilia ha più margine, mentre noi dobbiamo rischiare di più per stare al loro passo”, ammette il romano.
Grande delusione per Martin, che vede sfumare una vittoria ormai alla portata dopo un lungo a due giri dalla bandiera a scacchi. “Abbiamo perso un’opportunità per vincere, avevamo la vittoria in mano e stavo gestendo. Ho provato a controllare nel miglior modo possibile la pressione delle gomme, ma poi ho fatto un lungo. Marc è sempre forte e io sono concentrato sul dare il massimo. Per ora penso che siamo un po’ più forti”, sottolinea lo spagnolo, convinto del potenziale della sua Aprilia.
Non mancano le polemiche per l’incidente alla prima curva tra Fernandez e Bezzecchi. Il poleman, alla prima partenza dalla casella più ambita nella classe regina, finisce a terra e riporta la frattura di un dito, mettendo in dubbio la partecipazione alla gara di domenica.
“Sono arrabbiato perché penso che non sia stata una bella manovra di Bezzecchi. Ogni volta che era vicino a me mi ha buttato fuori. Ha aperto la porta a due Ducati, che sono nostre rivali. Non so se potrò correre, vedremo nel warm up”, accusa Fernandez.
Immediata la replica dell’italiano: “Non corro per buttare fuori Fernandez. Ho dovuto rialzare la moto perché Marquez mi aveva superato. Mi dispiace che si sia arrabbiato, ma alla fine è lui che ha toccato me. Non capisco questa reazione”.
Domenica alle 9, ora italiana, sarà il momento della gara lunga. Fernandez proverà a difendere la pole position, condizioni fisiche permettendo, con Bezzecchi e Di Giannantonio al suo fianco in prima fila. Marquez scatterà quarto, davanti a Martin e Fermin Aldeguer, mentre Ogura partirà settimo, seguito da Alex Marquez e Pedro Acosta.
La sfida per il Mondiale riparte così da Mandalika, con Marquez nuovamente davanti a tutti e un’Aprilia determinata a riscattare una Sprint ricca di rimpianti.