ROMA - L’Italia ha deciso di prorogare di sette giorni i controlli temporanei sui collegamenti con la Spagna, dopo un confronto tra i governi di Roma e Madrid. La decisione serve ad allineare la scadenza delle misure italiane a quella dei controlli spagnoli, mentre i due Paesi lavorano a una possibile soluzione condivisa.
La notizia arriva da fonti di Palazzo Chigi, nel secondo giorno del Consiglio europeo, durante il quale i leader dell’Unione affrontano anche il tema dell’immigrazione.
Secondo fonti della delegazione spagnola, l’intesa è stata raggiunta dopo un incontro bilaterale tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il premier spagnolo Pedro Sánchez, avvenuto a margine dei lavori del vertice europeo.
Nei prossimi giorni i rispettivi ministri dell’Interno lavoreranno per individuare forme di cooperazione che possano sostituire i controlli temporanei e consentirne la rimozione.
All’origine delle tensioni tra i due Paesi c’è la crisi migratoria di Ceuta, l’enclave spagnola in Nord Africa. Secondo quanto riportato nella ricostruzione degli eventi, il 30 luglio circa 80mila persone sarebbero entrate irregolarmente nel territorio spagnolo, provocando una grave crisi nella gestione delle frontiere.
In risposta a quella situazione, il governo italiano aveva deciso ad agosto di reintrodurre i controlli sui collegamenti con la Spagna, sollevando preoccupazioni per le possibili conseguenze degli spostamenti dei migranti all’interno dell’Unione europea.
Il confronto riguarda soprattutto le politiche migratorie adottate da Madrid e, in particolare, la regolarizzazione promessa dal governo Sánchez. Secondo i critici, questa scelta avrebbe potuto incoraggiare nuovi arrivi, creando quello che nel dibattito europeo viene definito un pull factor, cioè un fattore di attrazione per i migranti.
Sul tema Meloni potrebbe trovare il sostegno della premier danese Mette Frederiksen, che arrivando al Consiglio europeo ha criticato le politiche di regolarizzazione adottate da alcuni Stati membri.
“Ho chiesto alla Commissione di indagare su cosa succede se un Paese fa praticamente l’opposto degli altri”, ha dichiarato Frederiksen, mettendo in discussione la compatibilità di determinate scelte nazionali con la linea migratoria sostenuta da diversi governi europei.
Da parte italiana si cerca comunque di evitare che il confronto diventi uno scontro diretto con Madrid. Fonti italiane precisano che “non si tratta di attaccare un Paese, ma di esprimere la nostra opposizione a certe decisioni che potrebbero avere conseguenze indesiderate”.
La proroga di una settimana lascia dunque aperta la possibilità di superare i controlli attraverso nuovi accordi di cooperazione. Il risultato dipenderà dal confronto tra i ministri dell’Interno e dalla capacità dei due governi di trovare un'intesa sulla gestione dei flussi migratori.