WASHINGTON - Paolo Zampolli, controverso amico personale di Donald Trump nominato Inviato Speciale degli Stati Uniti per le partnership globali, è stato rimosso dal proprio incarico all’interno dell’amministrazione presidenziale.  

Il licenziamento è giunto poche ore dopo che la testata Politico ha ricostruito la prolungata faida, combattuta via e-mail per diversi mesi, tra Zampolli e il Vicesegretario di Stato Christopher Landau. La notizia della rimozione è stata successivamente confermata da un funzionario statunitense sia a Politico che all’emittente Abc, precisando che “il suo incarico di inviato è stato revocato e che non è più un dipendente del governo” e che l’italoamericano “non è più un dipendente pubblico”. 

Al centro del duro scontro tra i due funzionari c’erano questioni relative alle rispettive competenze, all’autorità e al rispetto della catena di comando. Nel suo ruolo di rappresentante speciale per le partnership globali all’interno del Dipartimento di Stato, Zampolli avrebbe dovuto rappresentare gli Stati Uniti in occasione di eventi culturali internazionali, con Landau che cercava di mantenerlo concentrato su tali funzioni. 

Tuttavia, secondo la ricostruzione di Politico, l’inviato si sarebbe spinto ben oltre i limiti del suo mandato, incontrando funzionari stranieri per trattare dossier estranei all’ambito culturale. Una condotta che ha spinto Landau ad accusarlo apertamente di “insubordinazione”. Dal canto suo, Zampolli ha attaccato duramente il vicesegretario durante un’intervista, sostenendo che Landau stesse cercando di “distruggere” tutto il suo operato. 

Ex agente del mondo della moda negli anni Novanta, Zampolli vanta un lungo legame personale con il tycoon e con la moglie Melania, che aveva rappresentato nel settore della modellistica prima di introdurla allo stesso Trump. Durante il primo mandato presidenziale, Zampolli era stato nominato nel Consiglio di amministrazione del Kennedy Center, per poi ottenere l’incarico diplomatica nel Dipartimento di Stato con la seconda amministrazione. 

Commentando l’allontanamento, Zampolli ha affidato la sua reazione a un comunicato ufficiale: “Servire il Presidente Donald Trump e gli Stati Uniti è stato il più grande onore della mia vita. Sono profondamente grato al presidente Trump, al segretario di Stato Rubio e all’intera squadra”. L’ormai ex funzionario ha poi delineato le sue prospettive future: “Ora è il momento di aprire un nuovo capitolo: tornare agli affari, costruire relazioni e concludere accordi”. 

In un successivo e breve colloquio telefonico, Zampolli ha infine confessato di non essere rimasto “assolutamente sorpreso” dalla decisione della Casa Bianca, giunta immediatamente dopo la diffusione dei dettagli sulla disputa con Landau.