ROMA - Migliaia di studenti sono scesi in piazza in tutta Italia per uno sciopero nazionale contro i tagli all’istruzione, il caro vita e l’aumento delle spese militari. La mobilitazione, ribattezzata in molte città “No Meloni Day”, ha coinvolto numerosi istituti scolastici e ha provocato disagi alla circolazione e momenti di tensione con le forze dell’ordine.
A Roma, il corteo promosso dal movimento Les Blocages Roma ha raggiunto il Ministero dell’Istruzione, in viale Trastevere, dove era presente un presidio di agenti in tenuta antisommossa. I manifestanti hanno acceso petardi ed esposto striscioni contro il governo e il ministro Giuseppe Valditara.
Al centro della protesta ci sono le classi sovraffollate, le condizioni degli edifici scolastici e i costi sempre più elevati sostenuti dalle famiglie.
“Siamo stanchi di sentirci dire che non ci sono soldi per l’istruzione mentre il governo trova miliardi da investire nel riarmo”, hanno dichiarato gli organizzatori, annunciando l’intenzione di estendere le mobilitazioni e i blocchi ad altre scuole della Capitale.
A Torino, migliaia di studenti si sono radunati in piazza XVIII Dicembre per partecipare al corteo, al quale hanno aderito anche attivisti No Tav e gruppi filopalestinesi.
I momenti di maggiore tensione si sono registrati a Bologna, dove circa mille studenti hanno attraversato le strade della città, bloccando temporaneamente il traffico, e quando una parte del corteo ha tentato di entrare nella stazione ferroviaria gli agenti in tenuta antisommossa hanno impedito l’accesso. Ne è nato un contatto tra manifestanti e poliziotti, che hanno respinto gli studenti con gli scudi e utilizzando i manganelli.
Alcuni partecipanti hanno reagito accendendo fumogeni e lanciando bottiglie. La manifestazione è poi proseguita verso via Irnerio.
La mobilitazione ha interessato anche diverse città del Veneto, dove la Rete degli Studenti Medi ha organizzato iniziative per chiedere maggiori investimenti nella scuola pubblica.
A Treviso si sono verificati momenti di tensione davanti al liceo Canova, dove alcuni studenti hanno scavalcato i cancelli chiusi per raggiungere il corteo che stava passando.
A Padova l’attenzione delle forze dell’ordine è rimasta alta dopo otto perquisizioni condotte dalla Digos nei confronti di persone coinvolte in una chat WhatsApp nella quale sarebbero circolati messaggi che incitavano a incendiare cassonetti e saccheggiare negozi.
A Verona, invece, nelle prime ore della mattina sono stati incendiati almeno cinque cassonetti.