BUENOS AIRE - Il presidente di Tecpetrol e della Camera delle imprese produttrici di idrocarburi dell’Argentina (CEPH), Carlos Arturo Ormachea, è stato ospite della tradizionale Cena del Lunedì del Circolo Italiano di Buenos Aires, l’appuntamento che riunisce periodicamente soci e invitati attorno a una cena con un protagonista del mondo imprenditoriale, istituzionale o culturale, chiamato a condividere esperienze e approfondimenti su temi di attualità.
Nell’incontro Ormachea ha esposto la visione che il settore ha per il giacimento di Vaca Muerta, la formazione petrolifera e gasiera della Patagonia che sta trasformando le prospettive energetiche dell’Argentina.
Dopo aver mostrato ile proiezioni di sviluppo per i prossimi anni, ha peró spiegato che per sfruttarne il potenziale occorre investire nelle infrastrutture necessarie a sostenere la produzione e il trasporto degli idrocarburi, in un contesto in cui resta aperto il confronto su chi debba sostenerne i costi.
Secondo il chairman di Tecpetrol, Vaca Muerta non deve più essere considerata una promessa per il futuro lontano, ma una risorsa economica per il Paese che richiede decisioni immediate.
“Vaca Muerta è oggi un progetto di esportazione oggi”, ha sottolineato, “non un progetto di lungo termine.
L’Argentina, sostiene, deve competere oggi con gli altri Paesi produttori e sfruttare rapidamente il proprio potenziale energetico. “Corriamo il rischio di pensare che il lavoro sia già fatto e di non cogliere l’opportunità di generare risorse per il futuro con una visione strategica. Come Paese bisogna sfruttare queste entrate adesso per investirle in attività e progetti che migliorino concretamente la vita delle persone.”
“Dobbiamo competere con il petrolio degli Stati Uniti e il gas russo ora, ed esportare subito, perché ai tassi di sconto che l’industria utilizza per valutare investimenti di lungo periodo, la redditività si riduce drasticamente. Inoltre le risorse disponibili di petrolio e gas sono largamente superiori al fabbisogno nazionale e potrebbero coprirlo per oltre un secolo.”
Ormachea attribuisce una parte importante del successo di Vaca Muerta alla costruzione di un consenso sociale che risale agli anni in cui Miguel Galuccio guidava YPF. “In quel periodo si consolidò nell’opinione pubblica l’idea che Vaca Muerta rappresentasse una grande opportunità per il Paese.”
La politica, osserva, tende a seguire gli orientamenti della società e per questo ritiene improbabile che qualsiasi futuro governo decida di adottare misure che possano compromettere seriamente lo sviluppo del settore, e osserva che la cosiddetta licenza sociale potrebbe essere stata favorita anche dal fatto che molti argentini percepiscono YPF, in quanto azienda statale, come un patrimonio collettivo.
Pur mettendo in guardia contro il rischio di pensare che una sola risorsa possa risolvere tutti i problemi economici dell’Argentina, Ormachea riconosce che Vaca Muerta è uno dei pochi temi dell’agenda economica capace di generare un consenso trasversale.
Sul piano fiscale, peró il dirigente avverte che “nonostante esista ancora un certo margine per aumentare la tassazione del settore, superata una determinata soglia gli effetti negativi sulla produzione sarebbero immediati.”
Per capire come un aumento delle imposte sul settore potrebbe incidere drasticamente sullo sviluppo del giacimento, Ormachea ha spiegato come si estrae il petrolio dalla oil shale di Vaca Muerta.
Adifferenza dei giacimenti convenzionali, dove il petrolio si accumula in rocce porose e tende naturalmente a fluire verso il pozzo, Vaca Muerta è una formazione situata a circa 3.000 metri di profondità composta da rocce molto compatte, con pori microscopici e non collegati tra loro.
Per consentire al petrolio e al gas di raggiungere il pozzo è necessario creare artificialmente connessioni tramite la fratturazione idraulica, iniettando acqua ad altissima pressione per generare microfratture nella roccia, insieme a della sabbia dalle caratteristiche molto specifiche che riempiendo le fratture le mantiene aperte per abilitare il flusso dell’idrocarburo.
Una volta esaurita la produzione garantita da queste fratture, il pozzo produce sempre meno e occorre perforare di nuovo.
Per questo motivo la produzione di shale richiede investimenti continui: se le perforazioni rallentano, la produzione diminuisce rapidamente “e il Paese rischia di dover tornare a importare energia dall’estero a costi molto più elevati”. Ed é proprio questa caratteristica che secondo Ormachea costituisce “una sorta di garanzia contro eventuali errori regolatori o fiscali particolarmente gravi”, ossia una tassazione troppo elevata che non permetta di sostenere i profitti alle aziende operatrici dei pozzi.
Una delle questioni più delicate riguarda le infrastrutture necessarie a sostenere l’espansione di Vaca Muerta, soprattutto quelle legate al trasporto della sabbia utilizzata per il fracking.
Sebbene le compagnie riconoscono che l’attività genera un intenso traffico di camion e che ciò comporta un'usura significativa delle strade, aumentando la necessità di manutenzione e di nuovi investimenti, tuttavia, non ritengono che la costruzione di infrastrutture pubbliche debba ricadere direttamente sulle imprese petrolifere.
Ormachea spiega che nella Provincia di Neuquén – dove si trova Vaca Muerta - è stata adottata una soluzione pragmatica che l’industria ha accettato pur senza condividerla pienamente. Le aziende stanno infatti contribuendo economicamente alla realizzazione di alcune opere viarie e partecipano direttamente alla costruzione di nuove strade.
Si tratta però, a suo giudizio, di un’eccezione dettata sia dalle richieste del governo provinciale sia dalla necessità di risolvere gravi colli di bottiglia logistici, in particolare nell’area di Añelo, dove la congestione del traffico aveva iniziato ad aumentare sensibilmente i costi operativi delle compagnie.
La posizione delle imprese resta comunque ferma sul fatto che le infrastrutture pubbliche dovrebbero essere finanziate attraverso le risorse dello Stato (bisogna considerare però che la riscossione argentina é fortemente incentrata sulle imposte indirette, con l’IVA e la Sicurezza Sociale che generano quasi la metà delle entrate totali) e non attraverso investimenti permanenti delle aziende.
Ormachea assicura che il settore è disposto eventualmente ad anticipare fondi o a contribuire tramite meccanismi assimilabili a pedaggi o anticipazioni di royalties, ma si aspetta che tali somme vengano successivamente scontate dalla pressione fiscale.
“Stiamo pagando circa 2,5 miliardi di dollari all’anno in royalties e questa cifra dovrebbe raddoppiare nei prossimi sei anni. Riteniamo quindi che con queste risorse si dovrebbe poter costruire tutto ciò che è necessario,” sostiene.
L’entità degli investimenti in corso è già oggi considerevole. Il settore sta investendo circa 20 miliardi di dollari all’anno e si prevede che questo livello venga mantenuto nei prossimi anni, ma spiega che una volta raggiunta la maturità produttiva del giacimento, gli investimenti potranno ridursi e concentrarsi principalmente sul mantenimento della produzione.
I maggiori volumi di trasporto della sabbia necessaria per i nuovi pozzi sono attesi intorno al 2030; successivamente la domanda logistica dovrebbe diminuire. Per questo motivo Ormachea guarda con scetticismo ad alcune soluzioni infrastrutturali di lungo periodo, come i progetti ferroviari che rischiano di entrare in funzione quando il picco della domanda sarà già passato.
Secondo il presidente della CEPH, la sfida per compiere la visione di sviluppo di Vaca Muerta a cui punta il settore, è la capacità della filiera di eseguire un progetto industriale di enorme complessità, sottolineando che le aziende stanno quindi investendo in programmi di formazione professionale per creare il personale qualificato necessario a sostenere la crescita dell’attività.
“L’Argentina dispone di un vantaggio competitivo unico in America Latina: una filiera degli idrocarburi altamente integrata e dotata di competenze tecniche avanzate. Tuttavia, affinché Vaca Muerta possa esprimere tutto il suo potenziale, non saranno solo le compagnie produttrici a dover crescere. Tutti gli attori della catena del valore, dai fornitori di servizi alle aziende manifatturiere, dovranno ampliare capacità produttiva, investimenti e competenze.” È questo, afferma, il vero progetto-paese che deve accompagnare lo sviluppo del giacimento.
Infine, Ormachea esprime alcune riserve sul RIGI, il regime di incentivi agli investimenti promosso dal governo argentino, creato dal governo Milei per attirare capitali.
Pur riconoscendone l’importanza, ritiene che in alcuni aspetti sia stato eccessivamente favorevole alle importazioni. “Il RIGI ha avuto un difetto, una sorta di eccesso. Nella fornitura di beni industriali la quota di componenti nazionali è già particolarmente bassa; per questo motivo non dare alle imprese argentine la possibilità di competere con alcuni fornitori esteri mi sembra un’esagerazione.”
Piega che il problema “è che si eliminano i dazi all'importazione, ma non si alleggerisce il carico fiscale che grava sui fornitori locali e che i concorrenti stranieri non devono sostenere. Questo squilibrio, a mio avviso, non è stato corretto adeguatamente nel RIGI.”
Nonostante ciò, resta convinto che i fornitori locali possiedano vantaggi difficilmente replicabili: la vicinanza geografica, la capacità di intervenire rapidamente per risolvere problemi operativi e il know-how accumulato in anni di esperienza.
“In un contesto in cui la perforazione dei pozzi assomiglia a un processo industriale continuo, affidabilità e qualità della filiera locale saranno elementi essenziali per garantire la crescita e la competitività di Vaca Muerta”, assicura.
La difesa dei fornitori locali da parte di Ormachea può essere letta anche nel contesto della sua lunga carriera all’interno del gruppo Techint e del ruolo di chairman di Tecpetrol.
Il gruppo è uno dei principali attori industriali coinvolti nello sviluppo di Vaca Muerta e ha recentemente contestato la decisione di affidare a un produttore indiano la fornitura di tubi per un nuovo gasdotto, anziché a Tenaris, controllata da Techint. In quell’occasione il gruppo guidato da Paolo Rocca ha denunciato una situazione di concorrenza sleale e valutato azioni per dumping.
I partecipanti alla Cena del Lunedì hanno colto l’occasione per porre domande sia sulla disputa in corso sia sul problema dei camion che trasportano la sabbia destinata a Vaca Muerta, una questione finita recentemente al centro dell’attenzione per le gravi ripercussioni che il traffico pesante sta causando sulla rete stradale pubblica.
La cosiddetta ‘Ruta de la Arena’, il corridoio logistico di circa 1.500 chilometri che collega le cave di Entre Ríos a Vaca Muerta, è oggi percorsa ogni giorno da oltre duemila camion dedicati al trasporto della sabbia, fondamentale per il fracking.
Con un impatto crescente sulle strade statali e provinciali, il tema ha portato l’attenzione sul freno alle opere pubbliche applicato dal governo argentino per mantenere l’equilibrio fiscale.