ROMA - Il governo italiano vuole accelerare sull’attuazione dei nuovi regolamenti europei in materia di immigrazione, dai rimpatri più rapidi agli accordi con Paesi terzi fino al rafforzamento delle frontiere esterne. Dopo la crisi migratoria di Ceuta, Giorgia Meloni torna a chiedere una risposta europea e prepara un nuovo pressing su Bruxelles.
Secondo fonti di governo, quanto accaduto a Ceuta potrebbe ripetersi in altri luoghi d’Europa e non sarebbe più possibile “far finta di niente”. In questo quadro si inserisce l’iniziativa promossa sabato dall’Italia insieme alla Danimarca, con una lettera sottoscritta da altri 21 Stati europei.
Una missiva definita dalle stesse fonti “super-trasversale”, firmata da Paesi del Nord e del Sud e da governi riconducibili a famiglie politiche diverse, dai conservatori ai socialisti.
L’attenzione è ora rivolta alla riunione convocata per martedì, alla quale parteciperanno i ministri dell’Interno dell’area Ue. Tra le proposte del governo italiano c’è anche la possibilità di estendere il modello Albania, con la creazione di nuovi hub in Africa per il rimpatrio dei migranti irregolari.
Sul tavolo ci sarebbe una lista di Paesi che comprende Etiopia, Egitto, Uganda, Ruanda, Ghana, Senegal, Tunisia, Libia e Mauritania. Secondo l’esecutivo, questi siti dovrebbero essere finanziati dall’Europa. “È il prossimo passo”, dicono fonti di governo, che però non si attendono novità significative già questa settimana.
Intanto, dopo la decisione dell’Italia di sospendere Schengen con la Spagna, le opposizioni attaccano l’esecutivo. Giuseppe Conte parla di “prova muscolare contro un Paese europeo” e definisce la scelta “vergognosa”.
Per Carlo Calenda si tratta di “boutade elettorali inutili”, mentre Matteo Renzi accusa Meloni di avere cercato di “inseguire Vannacci” nel momento in cui un Paese europeo aveva bisogno di solidarietà.
Dura anche la posizione di Angelo Bonelli, che accusa la premier di speculare sulla vicenda. Riccardo Magi sottolinea invece che, dopo la stretta, ci sarebbero stati “zero fermati alle frontiere italiane”.
Il governo rivendica la propria linea. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani afferma che l’Italia è contraria ai flussi “clandestini e irregolari” e spiega che sono in corso verifiche sui passaporti e sull’eventuale presenza di persone non autorizzate a entrare nel Paese. “Fino ad adesso non ci risulta che sia stato trovato qualcuno che non poteva”, ha detto.
Matteo Salvini difende la chiusura dei confini come una scelta di “buonsenso” e rivendica la posizione storica della Lega. Carlo Fidanza, capo delegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, sostiene invece che Madrid sia “sempre più isolata”.
La crisi ha provocato reazioni anche fuori dall’Italia. Papa Leone XIV ha invocato “soluzioni di pace, stabilità e giustizia”, mentre in Spagna il presidente di Vox, Santiago Abascal, ha chiesto la “militarizzazione permanente” del confine di Ceuta finché sarà necessario.