MILANO - Brutte notizie per il Milan che alla vigilia della sfida contro il Ferencvaros ha avuto la conferma di dover fare a meno di Chukwueze. I tempi di recupero sono da stimare in circa tre mesi, un problema in più per Amorim che deve già fare i conti con le lunghe assenze di Gabbia e Saelemaekers. Per la gara di Europa League anche Pavlovic si è aggiunto alla lista dei giocatori che non saranno a disposizione: Amorim ha infatti deciso di non convocare il difensore serbo e concedergli un turno di riposo, dal momento che già nelle ultime partite non era al meglio ed era sceso in campo stringendo i denti. In porta al posto dello squalificato Maignan ci sarà Torriani, in difesa Terracciano prenderà il posto di Gila a destra, con Diawara che sostituirà Pavlovic al centro in coppia con De Winter e Bartesaghi a sinistra. A metà campo gli esterni saranno Hutchinson e Cisse, Modric riposerà e al suo posto in regia ci sarà Jashari affiancato da Musah. Davanti sarà Rabiot a fare da raccordo tra centrocampo e attacco, dove come unica punta Ramos è ancora una volta favorito su Camarda.  

“Affronteremo un grande avversario che ha nove punti in questa competizione, una squadra che non sta perdendo neanche una partita in campionato, è una squadra con l’abitudine di vincere, poco importa il contesto. La responsabilità a San Siro è la nostra, ho detto ai calciatori che contro l’Inter siamo stati bravi perché siamo rimasti umili e attenti ai dettagli: contro il Ferencvaros dovremo fare la stessa cosa perché sono una squadra molto forte”. Sarà un altro passaggio importante per la maturità che ancora manca: “Mi chiedete spesso quando arriveremo al top ma non raggiungeremo mai il massimo, anche se vincessimo tutte le partite. Bisogna migliorarci sempre. Abbiamo già un’identità: vogliamo dominare le partite, a volte riusciamo a farlo e a volte no. Ci manca ancora la capacità di mettere gli avversari in area per creare più occasioni. Ma stiamo giocando meglio, gestiamo anche meglio alcuni momenti. Ma c’è ancora tanto lavoro da fare, soprattutto negli ultimi 30 metri”. E questo suo essere perennemente insoddisfatto dovrà essere la chiave per non guardarsi mai alle spalle ma puntare sempre avanti: “Quando vinceremo lo scudetto o un titolo importante magari sarò emozionato. Fino a quel momento, è solo un altro giorno. Io non sarò emozionato finché non vincerò qualcosa. E anche quando vincerò qualcosa penserò già al prossimo scudetto. Dubito che mi vedrete emozionato”. Prima, però, vorrebbe tanto provarlo.