KIEV - Una nuova e drammatica escalation di attacchi aerei ha segnato la notte tra l’Ucraina e la Russia. Le forze armate di Mosca hanno sferrato un massiccio raid combinato di missili e droni, colpendo duramente Kiev e la regione di Odessa. L’attacco ha provocato almeno dodici vittime nella capitale e nelle aree circostanti, lasciando migliaia di famiglie al buio. Quasi contemporaneamente, le forze di Kiev hanno risposto colpendo con velivoli senza pilota l’importante hub portuale e petrolifero russo di Ust-Luga, sul Mar Baltico. 

In un comunicato diffuso su Telegram, il ministero della Difesa russo ha confermato il raid strategico ad ampio raggio: “Questa notte, le Forze Armate russe hanno lanciato un massiccio attacco con armi di precisione e droni a lungo raggio contro impianti militari, industriali, di carburante ed energetici a Kiev e nella regione circostante, nonché contro infrastrutture a Odessa, nella regione circostante e nei porti di Odessa e Chornomorsk”. Secondo la ricostruzione di Mosca, i siti colpiti servivano da deposito per materiale bellico e carburanti destinati alle truppe ucraine.  

Tra i bersagli rivendicati dal Cremlino figurano aziende strategiche dell’industria bellica della capitale: la Fire Point (indicata da Mosca come produttrice di propellenti e componenti per i missili da crociera FP-5 Flamingo), l’azienda Aerobavovna (legata ai sistemi di controllo per droni come il modello Hornet e ai dirigibili da trasporto) e il nodo ferroviario di Darnitsiya, impiegato per il transito di merci militari. Nella regione di Kiev sono stati segnalati raid contro depositi di carburante a Boryspil e un’officina per droni marittimi a Khotiv. 

Parallelamente, l’offensiva russa ha preso di mira il sud dell’Ucraina, concentrandosi sulle infrastrutture energetiche e logistiche di Odessa e Chornomorsk. Le forze di Mosca sostengono di aver distrutto una centrale termoelettrica, tre sottostazioni elettriche, un’officina per droni, sedici magazzini di equipaggiamento occidentale e sei depositi di carburante nello scalo di Odessa, oltre a due depositi nel porto di Chornomorsk e un valico di frontiera a Orlivka. 

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato la gravità dei danni inflitti alla rete logistica ed energetica. In un messaggio su X ha precisato che “un valico di frontiera con la Romania è stato deliberatamente danneggiato, in quanto infrastruttura per l’esportazione”, denunciando inoltre che i raid contro la regione di Odessa hanno causato estesi blackout: “Migliaia di famiglie” sono rimaste prive di energia elettrica. 

Zelensky ha rinnovato il suo fermo appello agli alleati occidentali per accelerare la fornitura di sistemi antiaerei, evidenziando la drastica carenza di vettori intercettori in grado di contrastare i missili balistici. A fronte delle crescenti difficoltà nel respingere gli attacchi, nel mese di agosto Kiev ha modificato la propria politica di comunicazione, limitandosi a divulgare il numero degli ordigni abbattuti.  

Nell’ultimo attacco, l’Aeronautica militare ucraina ha dichiarato di aver intercettato cinque missili balistici e 187 droni dei 218 lanciati. Secondo le autorità di Kiev, il calo del tasso di intercettazione (in passato vicino al 100%) è dovuto principalmente all’introduzione da parte russa di droni a reazione, caratterizzati da una velocità notevolmente superiore. 

In risposta all’offensiva russa, l’Ucraina ha condotto un attacco con droni a lungo raggio contro il porto di Ust-Luga, situato nella regione di Leningrado, a ovest di San Pietroburgo. Lo scalo sul Mar Baltico rappresenta uno dei terminal petroliferi e commerciali più rilevanti della Federazione Russa, snodo cruciale per le esportazioni di greggio e risorsa economica fondamentale per le casse statali. 

Il governatore della regione, Alexander Drozdenko, ha confermato l’attacco su Telegram, spiegando che “si sono registrati danni nell’area portuale di Ust-Luga a seguito dell’attacco con i droni e c’è un incendio”. Il governatore ha precisato che “trentotto droni sono stati distrutti nell’oblast di Leningrado”, aggiungendo che “proseguono gli sforzi per respingere l’attacco”, mentre la difesa aerea russa continua a fronteggiare l’incursione nell’area baltica.