BISHKEK - A margine del vertice dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (SCO) in corso a Bishkek, il presidente russo Vladimir Putin esibisce un profilo propenso al dialogo per la risoluzione del conflitto in Ucraina, dovendo tuttavia fronteggiare il perentorio pressing del primo ministro indiano Narendra Modi.

Sul fronte opposto, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky rigetta la svolta retorica di Mosca, bollando le dichiarazioni russa come pura facciata alla luce dei raid aerei in corso e concentrando i propri sforzi sui negoziati con gli emissari della Casa Bianca. 

Durante il vertice bilaterale nella capitale del Kirghizistan (il primo incontro tra i due leader dopo la visita di Stato compiuta da Putin a Nuova Delhi lo scorso dicembre), il premier indiano ha preso la parola davanti a microfoni e telecamere lanciando un accorato appello per la fine delle ostilità. 

“Discutiamo costantemente della questione ucraina. L’ultima volta che ci siamo incontrati, lei (presidente Putin, ndr) mi ha informato dettagliatamente su tutti gli aspetti di questa vicenda. Come sa, l’India sostiene ogni sforzo per raggiungere la pace e continuerà a farlo. Ogni giorno di guerra rappresenta un passo indietro per l’umanità, mentre ogni passo verso la pace infonde nuova speranza e ispirazione all’umanità. Dobbiamo passare da una guerra senza fine alla sua conclusione”, ha incalzato Modi.

Il capo del governo di Nuova Delhi ha quindi aggiunto: “Questo è essenziale per il benessere dell’umanità. Una rapida soluzione pacifica di tutte le questioni è l’appello dell’umanità, e questo è il messaggio dell’India. La terra di Gandhi e la terra di Buddha trasmettono lo stesso messaggio: la via della pace”. 

Di fronte alla richiesta di chiudere il conflitto attraverso strumenti diplomatici, la replica di Putin, riportata dalle agenzie Tass e Ria Novosti, è stata laconica: “Stiamo andando esattamente in questa direzione”. 

Mentre l’incontro con Modi ha affrontato direttamente il nodo della guerra, il colloquio bilaterale tra Putin e il presidente cinese Xi Jinping ha sfiorato solo marginalmente la vicenda ucraina, focalizzandosi sull’allineamento strategico tra Mosca e Pechino.

Poco prima dell’incontro, Putin ha sottolineato l’eccellente stato delle relazioni bilaterali: “Per quanto riguarda le attuali questioni di politica estera, i nostri approcci di fondo sono simili e coincidono perfettamente”. 

Da parte sua, il leader cinese ha richiamato la necessità di stabilità globale: “In un contesto di rapidi cambiamenti senza precedenti, come non se ne vedevano da un secolo, i fattori di incertezza e imprevedibilità sono in netto aumento, ma l’aspirazione dei popoli del mondo alla pace, allo sviluppo, alla cooperazione e al mutuo beneficio rimane immutata”. 

Alle aperture verbali di Mosca non corrisponde tuttavia un cambio di passo sul campo, dove le forze russe hanno continuato a colpire Kiev con massicce ondate di droni. Per il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, la posizione di Putin non evidenzia alcuna reale volontà di pace. 

“A Mosca serve la giusta mentalità, da parte di Putin, per porre fine alla guerra e non continuare a combattere. Per ora, purtroppo, tutte le informazioni di intelligence, sia le nostre che quelle dei nostri partner, e tutti i segnali provenienti dalla Russia indicano che il leader russo desidera personalmente un’ulteriore guerra. Persino ora, quando la stragrande maggioranza della sua stessa società, tra l’altro, sarebbe d’accordo nel fermare la guerra lungo la linea di contatto del fronte”, ha affermato il leader di Kiev citato da RBC-Ucraina. 

Zelensky scommette piuttosto sull’azione diplomatica condotta in coordinamento con l’amministrazione statunitense. Il presidente ucraino ha riferito di essere in costante contatto con gli inviati di Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, per fissare le date della loro prima visita ufficiale a Kiev, ritenuta “estremamente utile per mettere a punto soluzioni per la pace”. 

Il leader ucraino, ha assicurato che sono stati “informati della situazione sul campo di battaglia, dove i progressi della Russia sono stati scarsi e ottenuti a costo di enormi perdite, nonché degli attacchi aerei. Steve e Jared conoscono molti dettagli. I nostri team rimarranno in stretto contatto per definire l’ordine del giorno e il calendario più adatto per ulteriori comunicazioni”, ha aggiunto Zelensky, esprimendo gratitudine “al presidente Trump, Steve e Jared, e tutti coloro che negli Stati Uniti lavorano per fare della pace un risultato comune. Settembre può cambiare molto e noi, insieme ai nostri partner, dobbiamo fare tutto il possibile per proteggere le persone, per proteggere la vita e per la pace”. 

Sul piano operativo e militare, secondo quanto rivelato dal Financial Times, si inserisce anche il ruolo di Elon Musk. Il numero uno di Tesla e SpaceX avrebbe dato il proprio via libera preliminare all’uso della rete satellitare Starlink per sostenere i raid ucraini all’interno del territorio russo; per l’avvio operativo della misura si attende tuttavia l’autorizzazione definitiva del presidente Trump.