WASHINGTON – Donald Trump ha ricevuto Benjamin Netanyahu alla Casa Bianca. Il primo ministro israeliano è il primo leader accolto ufficialmente dal nuovo presidente americano.

“Stati Uniti e Israele sono amici da tanto tempo, in questo momento formiamo una combinazione imbattibile”, ha detto Trump evidenziando i legami solidi tra i due Paesi.

L’incontro ha toccato anche la normalizzazione dei rapporti tra Israele e Arabia Saudita, Trump afferma: “Ci sono passi da compiere, possono essere compiuti oppure no”. “Tutti chiedono una sola cosa: pace. E anche lui vuole la pace” ha aggiunto, indicando Netanyahu. “La pace tra Israele e Arabia Saudita non solo è fattibile, ma ci sarà”, ha risposto Netanyahu.

“Credo che il presidente Trump abbia mostrato una leadership forte, ha mandato un ottimo emissario che è stato di grande aiuto. Voglio riportare a casa tutti gli ostaggi e voglio raggiungere tutti gli obiettivi della guerra, comprese le capacità militari e governative di Hamas. E voglio che Gaza non rappresenti mai più una minaccia per Israele. Voglio raggiungere tutti i 3 obiettivi e li raggiungerò”, ha scandito il primo ministro israeliano. “Non uno, non due: voglio i 3 obiettivi”, ha ribadito.

Donald Trump, poi, ha continuato a sponsorizzare la soluzione che prevede il trasferimento dei palestinesi da Gaza. “Lì c’è solo morte e distruzione. Nemmeno i soldati vogliono andarci, non si può vivere a Gaza. Se riusciamo a individuare una nuova area dove ricollocare le persone... Credo sia possibile farlo in aree in cui i leader, in questo momento, dicono no... Gaza è piena di esplosivi, ci sono tunnel di cui non sappiamo nulla, non si può vivere lì”, ha sostenuto Trump. Le domande riguardano Giordania e Egitto come destinazione: “Potrebbero esserci anche altri Paesi. Non solo loro”. 

“Gli Stati Uniti prenderanno il controllo di Gaza, un controllo a lungo termine che porterà stabilità al Medio Oriente, Gaza sarà la rivière del Medio Oriente” ha detto Trump ribadendo che “i palestinesi devono lasciare Gaza e vivere in altri Paesi in pace”, ha proseguito. 

“Quando Israele e Stati Uniti lavorano insieme, quando io e il presidente Trump lavoriamo insieme, le chance di riuscita si impennano”, ha invece chiosato Netanyahu.

Sul tappeto rosso fuori dalla Casa Bianca il presidente americano ha steso per l’amico israeliano la richiesta ai leader del Congresso di approvare nuovi trasferimenti per circa un miliardo di dollari in 4.700 bombe e altro materiale militare, tra cui bulldozer blindati costruiti da Caterpillar. Quindi una forte direttiva che punta a negare al regime di Teheran ogni possibilità di munirsi di un’arma nucleare e a contrastare la “maligna influenza” dell’Iran.

“È molto duro”, ha spiegato il presidente dicendosi “combattuto” sulla firma. “Spero che non dovremo usarlo molto, non sono contento di farlo”, ha aggiunto, dichiarando di aver perfino lasciato l’ordine di “annientare” il regime di Teheran nel caso dovesse assassinarlo. L’iniziativa arriva proprio mentre emergono le preoccupazioni dell’intelligence americana sul fatto che un team segreto di scienziati iraniani stia esplorando un approccio più rapido, seppur più rudimentale, per sviluppare l’arma atomica. Le informazioni sono state raccolte negli ultimi mesi dell’amministrazione Biden, quindi trasmesse al team di sicurezza nazionale del presidente Trump durante la fase di transizione. “L’Iran non può avere armi nucleari. L’Iran mi minaccia?” “Ho lasciato istruzioni: se lo fanno, saranno annientati, non rimarrà nulla”, ha aggiunto.

A novembre, il Dipartimento di Giustizia ha annunciato l’accusa federale di aver sventato un complotto iraniano per uccidere Trump prima delle elezioni presidenziali. Il Dipartimento ha affermato che i funzionari iraniani avevano ordinato a settembre a Farhad Shakeri, 51 anni, di concentrarsi sulla sorveglianza e, in ultima analisi, sull’assassinio di Trump. Shakeri è ancora in libertà in Iran.