SYDNEY – Il New South Wales non sta riducendo le emissioni con la rapidità necessaria per raggiungere gli obiettivi fissati dalla legge, lo rivelerebbe il nuovo rapporto della Net Zero Commission pubblicato oggi.

Senza un cambio di passo, lo Stato difficilmente riuscirà a centrare la riduzione del 50 per cento entro il 2030 e del 70 per cento entro il 2035. Per rispettare il primo traguardo, il ritmo dei tagli dovrebbe essere due volte e mezzo superiore alla media registrata dal 2005.

La Commissione osserva che gran parte delle tecnologie e delle soluzioni necessarie è già disponibile nei settori dell’elettricità, dei trasporti, dell’industria e degli edifici. Il problema riguarda soprattutto la velocità delle decisioni e dell’attuazione.

Secondo il rapporto, alcune scelte del governo, comprese quelle relative alle proposte di estensione delle miniere di carbone, non risultano abbastanza coerenti con i limiti stabiliti.

Anche la realizzazione di nuovi impianti rinnovabili, sistemi di accumulo e infrastrutture di trasmissione procede più lentamente del previsto. La Commissione individua proprio nel comparto elettrico una delle principali fonti dei tagli ancora necessari.

Un’altra priorità riguarda la diffusione dei veicoli elettrici. L’ampliamento rapido della rete di ricarica consentirebbe di aumentare il numero di mezzi a basse emissioni sulle strade e ridurre il peso del trasporto nel bilancio climatico statale.

Il metano rappresenta circa il 30 per cento delle emissioni complessive del NSW. Per questo, il rapporto raccomanda interventi più incisivi negli allevamenti, nella gestione dei rifiuti e nelle attività minerarie legate al carbone.

Il presidente della Net Zero Commission, Nick Rowley, ha indicato nell’elettrificazione uno degli elementi determinanti della transizione. Ha sostenuto che i fondi e gli investimenti sono disponibili, ma i procedimenti di pianificazione continuano a rallentare la costruzione delle infrastrutture.

Rowley ha inoltre avvertito che il mancato rispetto degli obiettivi potrebbe compromettere la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. A suo giudizio, la credibilità dipenderà dai risultati raggiunti, non dagli impegni annunciati.

Il ministro del NSW per il Cambiamento climatico e l’Energia Penny Sharpe ha ribadito che il governo resta impegnato a rispettare i traguardi legislativi. Ha riconosciuto la necessità di ulteriori interventi e ha indicato tra le priorità l’aumento delle rinnovabili nella rete, la decarbonizzazione dei trasporti e dell’industria manifatturiera e una nuova strategia climatica entro l’anno.

Il NSW produce circa un quarto delle emissioni nazionali. Altri Stati procedono più rapidamente: il South Australia ha già ridotto del 55 per cento le emissioni nette rispetto al 2005, mentre il Victoria ha registrato un calo vicino a un terzo.