CANBERRA – L’occupazione australiana è aumentata a giugno di 76.300 unità, un risultato nettamente superiore alle attese, mentre il tasso di disoccupazione è rimasto invariato al 4,4 per cento.
I dati pubblicati oggi dall’Australian Bureau of Statistics (ABS) descrivono un mercato del lavoro ancora robusto, nonostante i segnali di rallentamento emersi nell’ultimo anno. Gli economisti prevedevano un incremento di circa 15mila posti, meno di un quinto di quello registrato.
La crescita è stata trainata soprattutto dall’occupazione a tempo parziale, cresciuta di 47mila unità. Il responsabile delle statistiche sul lavoro dell’ABS, Sean Crick, ha spiegato che una parte del rialzo deriva da persone che a maggio erano in attesa di iniziare un nuovo impiego.
Secondo Crick, il movimento osservato a giugno è stato più ampio rispetto a quello degli ultimi anni. È inoltre rimasto elevato il numero delle persone che hanno conservato il proprio posto di lavoro, confermando una tenuta superiore alle attese.
Il tasso di partecipazione è salito di 0,3 punti percentuali, raggiungendo il 67 per cento, il livello più alto dal luglio 2025. Il dato indica che una quota crescente della popolazione in età lavorativa è occupata oppure cerca attivamente un impiego.
Il quadro potrebbe però complicare le valutazioni della Reserve Bank of Australia (RBA). La Banca centrale deve stabilire se nell’economia vi sia un margine sufficiente per contenere l’aumento dei prezzi senza ricorrere a ulteriori rialzi dei tassi d’interesse.
La ripresa del conflitto in Medio Oriente ha nuovamente interrotto il traffico nello Stretto di Hormuz e spinto il prezzo del Brent verso i 100 dollari americani al barile. Un aumento prolungato dei costi energetici potrebbe alimentare l’inflazione e, nello stesso tempo, frenare le assunzioni delle imprese australiane.
I dati dell’agenzia SEEK mostrano già un arretramento delle opportunità disponibili. Gli annunci di lavoro sono diminuiti dello 0,9 per cento a giugno e risultano inferiori del 5,8 per cento rispetto a un anno prima.
Nei verbali della riunione di giugno, il consiglio di politica monetaria della RBA aveva osservato che il tasso di disoccupazione era meno favorevole del previsto, mentre altri indicatori, tra cui la sottoccupazione, continuavano a mostrare una certa resistenza.
Prima della pubblicazione dei nuovi dati, i mercati assegnavano una probabilità del 25 per cento a un rialzo dei tassi d’interesse ad agosto e dell’84 per cento a un ulteriore intervento entro la fine dell’anno.