CANBERRA - One Nation ha raggiunto il 30% del voto primario, il risultato più alto mai registrato dal partito in un sondaggio nazionale, superando il Partito laburista dopo settimane di dibattito acceso sul multiculturalismo e sull’identità australiana.
La rilevazione Sky News Pulse / YouGov, condotta tra il 23 e il 30 giugno, colloca il partito di Pauline Hanson al primo posto nelle intenzioni di voto, davanti al partito laburista al 29%. La Coalizione scende invece al 17%, il dato peggiore dall’inizio della serie, mentre i Verdi rimangono stabili al 13%.
Il risultato conferma la capacità di Hanson di trasformare il discorso al National Press Club in un vantaggio elettorale, almeno sul voto primario. In quell’intervento, la leader di One Nation aveva sostenuto che l’Australia dovrebbe restare una società “multirazziale” ma diventare “monoculturale”, con tutti i cittadini sotto “un unico ombrello culturale”.
Le parole hanno provocato una risposta tranciante del primo ministro Anthony Albanese, secondo cui l’Australia non è mai stata una società monoculturale. Il multiculturalismo, ha detto, “è ciò che siamo”, e il tentativo di tornare a un passato uniforme riguarda qualcosa che in realtà non è mai esistito.
Interrogato sul consenso di Hanson, Albanese ha collocato il fenomeno nel quadro più ampio dell’ascesa dei partiti populisti di destra nel mondo occidentale.
Il sondaggio indica che l’attrazione esercitata da One Nation va oltre la sua base tradizionale. Il 39% degli elettori afferma che prenderebbe seriamente in considerazione un voto per il partito di Hanson. Il Partito laburista resta leggermente più alto, al 41%, mentre la Coalizione si ferma al 30% e i Verdi al 23%.
Nonostante il sorpasso sul voto primario, Il Partito laburista manterrebbe il governo con un margine netto sul voto a due partiti, 54 a 46 contro una combinazione Coalizione-One Nation. Albanese resta inoltre avanti come primo ministro preferito: il 44% degli intervistati lo indica contro il 35% per il leader dell’opposizione Angus Taylor. In un confronto diretto con Hanson, il primo ministro guiderebbe 49 a 40.
I giudizi personali restano però deboli per entrambi i leader principali. Albanese registra un saldo netto di soddisfazione pari a meno 21, con il 36% soddisfatto e il 57% insoddisfatto. Taylor è a meno 11, con il 36% soddisfatto e il 47% insoddisfatto. Il problema del leader Liberale è che il suo dato personale, pur migliore di quello ereditato da Sussan Ley, non ha impedito alla Coalizione di toccare il fondo.
La perdita di base elettorale è un fattore allarmante. Dal voto federale del 2025, la Coalizione ha perso il 46% dei propri elettori orientatisi verso One Nation e il 4% verso il Partito laburista. Hanson guida tra uomini, donne, elettori anziani e classe lavoratrice. Tra chi si identifica come working class, il 37% voterebbe One Nation contro il 25% per il Partito laburista.
Il dato sociale spiega parte dello spostamento. Il 54% degli elettori delle classi lavoratrici afferma che la propria situazione finanziaria è peggiorata negli ultimi tre mesi. Tra tutti gli elettori, il 39% si dice in condizioni peggiori e il 49% non vede miglioramenti.
Da oggi sono entrate in vigore le misure del governo sul costo della vita: tagli fiscali, congedo parentale ampliato e aumenti dei salari minimi. Per Albanese, sono strumenti concreti. Per Hanson, il disagio economico resta terreno politico fertile. Per la Coalizione, il rischio è più immediato: non essere più il punto naturale di arrivo del voto anti-Labor.