Da ragazzo scartato da due delle principali accademie australiane a protagonista con i Socceroos ai Mondiali 2026.
Cristian Volpato ha raccontato il lungo percorso che lo ha portato a scegliere definitivamente l’Australia, una decisione maturata soltanto pochi giorni prima dell’inizio della Coppa del Mondo dopo anni di dubbi e di un autentico braccio di ferro sportivo con l’Italia.
L’attaccante del Sassuolo, 22 anni, è stato una delle sorprese della spedizione australiana. Convocato all’ultimo momento, ha raggiunto la nazionale a Los Angeles alla vigilia del torneo, chiudendo una vicenda iniziata nel 2021 con l’esordio in prima squadra nella Roma di José Mourinho.
Dopo il debutto in amichevole contro la Svizzera, Volpato ha trovato spazio anche al Mondiale, entrando dalla panchina contro gli Stati Uniti e partendo titolare nel pareggio contro il Paraguay che ha regalato agli australiani la qualificazione alla fase a eliminazione diretta.
Alle spalle del suo successo c’è però una storia fatta di sacrifici e delusioni. Cresciuto calcisticamente nelle giovanili di Sydney FC e Western Sydney Wanderers, fu bocciato da entrambe le società.
Un momento che sembrava aver spento il sogno di diventare professionista.
“Mi dissero che non ero abbastanza bravo per giocare a quel livello”, ha ricordato Volpato. “Ricordo ancora il viaggio in macchina con mio padre dopo l’ultimo taglio: stavo piangendo e lui mi disse semplicemente che saremmo andati in Italia per riprovarci”.
La famiglia decise così di cambiare vita. La madre Claudia vendette il proprio bar, la casa venne affittata e tutti partirono per l’Italia alla ricerca di un’opportunità. La svolta arrivò grazie alla Roma, dove Volpato venne notato durante un torneo giovanile dall’allora tecnico dell’Under 17 Fabrizio Piccareta. Dopo un lungo periodo di prova arrivò il contratto, l’inizio di una carriera che lo ha portato fino alla Serie A.
Proprio l’Italia gli ha dato la prima occasione anche a livello internazionale. Volpato ha vestito la maglia azzurra in tutte le principali selezioni giovanili ed è stato a lungo considerato uno dei prospetti più interessanti del calcio italiano. Per questo motivo, fino a pochi mesi fa, sembrava destinato a rappresentare definitivamente gli Azzurri.
A marzo, dopo un incontro con il ct australiano Tony Popovic e il suo vice Paul Okon, aveva persino dichiarato di aspettare una chiamata dall’Italia.
In quel momento, però, il suo pensiero era concentrato soprattutto sul club e sulla necessità di trovare continuità di impiego con il Sassuolo.
Poi qualcosa è cambiato improvvisamente. “Una mattina mi sono svegliato e ho parlato con la mia famiglia. Ho detto a mia madre: voglio giocare per l’Australia. È stato come se improvvisamente tutto fosse diventato chiaro”, ha spiegato il fantasista.
La scelta è arrivata poco dopo la mancata qualificazione dell’Italia al terzo Mondiale consecutivo e l’esclusione dello stesso Volpato dalle convocazioni azzurre di giugno, ma il giocatore respinge l’idea che sia stato questo il motivo decisivo.
“In parte può aver influito, ma non è stata la ragione principale”, ha chiarito. “Avevo ormai deciso. Anche se l’Italia mi avesse convocato per il Mondiale, avrei comunque scelto l’Australia. Qui sento di poter essere me stesso e di poter esprimere al meglio il mio calcio”.
Una decisione che ha chiuso definitivamente una delle vicende più discusse degli ultimi anni e che oggi permette ai Socceroos di godersi uno dei talenti più promettenti del calcio australiano.