SYDNEY - L’infrastruttura australiana per l’intelligenza artificiale potrebbe ricevere una spinta da 500 milioni di dollari con il piano di Vocus per ampliare la propria rete in fibra ottica, partendo da un nuovo collegamento tra Sydney e Melbourne.
Oggi, la società di telecomunicazioni ha annunciato l’investimento, pensato per rispondere alla domanda crescente di capacità digitale da parte delle imprese e dei data centre. Il progetto emerge una settimana dopo il completamento di una rete in fibra di 2mila chilometri tra Perth e Port Hedland, nel Western Australia, e metterà Vocus in concorrenza con infrastrutture sviluppate da NBN Co, Telstra e HyperOne.
Il nuovo asse Sydney-Melbourne sarà una delle arterie centrali dell’Australian Digital Infrastructure Platform della società, con l’obiettivo di collegare più capitali e centri regionali a fibra ad alta capacità. La costruzione userà tecnologia ducted fibre, già ritenuta standard negli Stati Uniti e in Europa, e dovrebbe essere completata nel 2029.
Per Vocus, la questione non riguarda solo velocità internet o servizi aziendali.
L’amministratore delegato Andres Irlando ha avvertito che l’Australia rischia di perdere terreno nella corsa globale all’AI se non riuscirà a garantire connessioni abbastanza robuste tra data centre, imprese, città e regioni. La capacità dei data centre è cresciuta rapidamente negli ultimi cinque anni, ha osservato, ma l’infrastruttura in fibra non ha seguito lo stesso passo.
Le connessioni, ha detto, sono le arterie critiche che permettono all’intero ecosistema digitale di funzionare. Senza collegamenti adeguati, anche investimenti miliardari in server, cloud e data centre possono trovare un limite fisico: dati che devono muoversi, modelli che devono essere addestrati, servizi che devono rispondere in tempo reale.
L’Australia è già diventata un polo di interesse per l’AI, con impegni importanti da parte di aziende come Amazon, Microsoft, AirTrunk e CDC Data Centres. Ma l’attrazione di nuovi investimenti dipende anche dalla disponibilità di infrastrutture pronte, non soltanto annunciate.
Secondo Irlando, le decisioni dei clienti globali e locali vengono prese adesso, sulla base della capacità disponibile nel futuro prossimo. I vincitori e i perdenti della corsa all’intelligenza artificiale, ha avvertito, saranno definiti nei prossimi cinque-otto anni.
Il governo federale ha indicato le infrastrutture intelligenti, inclusa la fibra ottica, tra le priorità del National AI Plan pubblicato a dicembre. L’obiettivo è rendere l’Australia una destinazione credibile per gli investimenti tecnologici.
Il punto, per il settore, è prioritario: l’intelligenza artificiale non vive solo nei modelli e nei chip. Ha bisogno di cavi, energia, data centre e percorsi rapidi tra città. Senza quelle arterie, l’ambizione resta più veloce della rete che dovrebbe sostenerla.