CARACAS - Le speranze di trovare altri sopravvissuti sotto le macerie si stanno via via assottigliando, mentre il bilancio ufficiale dei terremoti è salito ad almeno 1.943 morti, oltre 10.500 feriti e circa 10mila dispersi nella regione più colpita di La Guaira.

Il presidente dell’Assemblea nazionale Jorge Rodríguez ha descritto martedì uno scenario sempre più grave. Solo in due località dello Stato costiero, Catia La Mar e Caraballeda, le autorità stimano che circa 30mila persone si trovassero nell’area quando, mercoledì sera, due scosse di magnitudo 7.2 e 7.5 hanno colpito il Paese.

Secondo Rodríguez, circa 13.500 persone sono riuscite a mettersi in salvo autonomamente, mentre altre 6.400 sono state recuperate dai servizi di emergenza nei giorni successivi. Non ha però fornito dettagli sulla sorte dei restanti 10mila dispersi. Quasi una settimana dopo il disastro, il tempo opera contro le squadre di ricerca.

Circa 855 edifici risultano distrutti o gravemente danneggiati. A Macuto, nello Stato di La Guaira, squadre di di soccorso arrivate dall’Ecuador e dagli Stati Uniti hanno interrotto martedì mattina le operazioni dopo oltre 40 ore di lavoro, quando hanno smesso di ricevere segnali da una madre e tre figli intrappolati sotto un palazzo di nove piani.

“Alla fine crediamo che i giorni siano ormai passati e che ciò che troveremo ora sia la morte”, ha detto il maggiore Jorge Montanero, responsabile del team EQ11 arrivato da Guayaquil, in Ecuador. I soccorritori avevano tagliato quattro lastre di cemento nel tentativo di raggiungere la famiglia.

Qualche salvataggio continua però a prolungare gli sforzi. Il presidente salvadoregno Nayib Bukele ha scritto su X che operatori del suo Paese hanno raggiunto un uomo di 44 anni rimasto intrappolato sotto un centro commerciale a Maiquetía. L’uomo era stato rifornito d’acqua attraverso un tubo mentre le squadre cercavano un accesso sicuro. Vigili del fuoco di Quito hanno riferito lunedì di aver salvato un ragazzo di 12 anni.

Anche il coordinatore residente delle Nazioni Unite nel Venezuela, Gianluca Rampolla, ha indicato che il bilancio finale sarà probabilmente molto superiore a quello ufficiale. Da Caracas ha detto che, d’intesa con le autorità locali, sono in corso forniture per 10mila sacchi per cadaveri.

Il governo della presidente ad interim Delcy Rodriguez conferma per ora 1.943 morti e migliaia di feriti. Le squadre venezuelane e quelle straniere continuano a cercare persone vive sotto gli edifici crollati, mentre le modellazioni dello US Geological Survey confermerebbero che il numero delle vittime potrebbe arrivare a decine di migliaia.

Il Venezuela si trovava già a fronteggiare una crisi politica, difficoltà economiche e una delle maggiori emergenze migratorie al mondo. Il terremoto non ha creato la fragilità del Paese, l’ha trasformata in una rovina a cielo aperto.