RAMALLAH - Il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha fissato al 28 novembre la data delle prime elezioni parlamentari in oltre vent’anni, aprendo formalmente una nuova fase politica dopo una lunga paralisi istituzionale.

Secondo l’agenzia palestinese WAFA, Abbas ha emesso il decreto elettorale chiamando al voto i palestinesi della Cisgiordania, di Gerusalemme Est e della Striscia di Gaza. La consultazione dovrebbe rinnovare il Consiglio Legislativo Palestinese, fermo di fatto da anni e sciolto dalla Corte costituzionale palestinese alla fine del 2018.

L’ultima elezione parlamentare si tenne il 25 gennaio 2006. Hamas, allora forza in forte ascesa, conquistò la maggioranza con 74 seggi su 132, modificando gli equilibri interni alla politica palestinese. Un anno dopo, il movimento islamista prese il controllo della Striscia di Gaza dopo scontri violenti con Fatah, il partito di Abbas. Da quel momento il parlamento rimase sostanzialmente bloccato, mentre la divisione tra Gaza e Cisgiordania diventò il centro della crisi istituzionale palestinese.

Il decreto di Abbas prova ora a riattivare un processo elettorale rimasto sospeso per due decenni. La sua applicazione concreta, però, resta incerta. Il nodo principale riguarda Gerusalemme Est, che Israele considera parte della propria capitale indivisibile dopo l’annessione del 1967. L’annessione non è riconosciuta dalla maggior parte della comunità internazionale, ma Israele vieta l’attività politica ufficiale dell’Autorità Palestinese nella città.

Lo stallo rende complicata la partecipazione degli elettori palestinesi di Gerusalemme Est, già in passato indicata come condizione politica essenziale da Ramallah. Senza un’intesa sul voto nella città, il rischio di rinvii resta concreto.

Anche Gaza rappresenta un’incognita. La Striscia è devastata dalla guerra e Hamas resta il principale attore politico sul territorio, nonostante la crisi umanitaria, gli sfollamenti e la distruzione delle infrastrutture civili. Organizzare una campagna elettorale, registrare gli aventi diritto e garantire seggi accessibili in queste condizioni sarà una prova complessa.

Il calendario indicato da Abbas prevede inoltre elezioni presidenziali nel primo trimestre del 2027. Il presidente, oggi novantenne, vinse l’ultimo voto presidenziale il 9 gennaio 2005. Il suo mandato ordinario di quattro anni sarebbe scaduto nel 2009, ma da allora le elezioni sono state più volte rinviate o cancellate.

La data del 28 novembre, quindi, non chiude la questione. La apre. Per i palestinesi, il ritorno alle urne potrebbe segnare un passaggio istituzionale atteso da anni; per Abbas, rappresenta anche un tentativo di dare legittimità a un sistema politico logorato da divisioni interne, occupazione, guerra e assenza di ricambio democratico.