CANBERRA - La crescita economica australiana ha rallentato allo 0,3 per cento nei primi tre mesi dell’anno, mentre l’effetto dei rialzi dei tassi d’interesse e della guerra con l’Iran comincia a riflettersi sui dati nazionali.
Secondo l’Australian Bureau of Statistics (ABS), il prodotto interno lordo è cresciuto meno rispetto allo 0,9 per cento registrato nel trimestre precedente. Il risultato è sostanzialmente in linea con le attese degli economisti, ma conferma una fase di moderazione dopo il ritmo più sostenuto di fine 2025.
Su base annua, il PIL è aumentato del 2,5 per cento, leggermente sotto la previsione del 2,6 per cento formulata dalla Reserve Bank of Australia (RBA) a maggio.
“La crescita economica ha rallentato nel trimestre di marzo, con una contrazione della spesa da parte delle famiglie e del settore pubblico, oltre alle interruzioni causate dai fenomeni ciclonici nelle attività minerarie e nelle esportazioni”, ha detto Grace Kim, responsabile dei conti nazionali dell’ABS.
Il commercio netto ha sottratto 0,8 punti percentuali alla crescita del PIL. Le importazioni sono aumentate sostanziosamente, spinte dal rincaro dei carburanti e dal boom dell’intelligenza artificiale. Il risultato è stato il primo deficit commerciale dell’Australia dal dicembre 2017.
La costruzione di nuovi data centre, che ha contribuito a un forte aumento degli investimenti delle imprese, dipende in larga misura dall’importazione di server rack, le strutture modulari che ospitano server e apparecchiature informatiche. Anche l’uso crescente di software legati all’intelligenza artificiale ha alimentato la domanda di servizi acquistati dall’estero.
Secondo Sally Auld, capo economista di NAB, i dati mostrano solo in parte gli effetti dei tre rialzi dei tassi d’interesse decisi dalla RBA nel 2026 e le conseguenze del blocco dello Stretto di Hormuz. Forniscono però un punto di riferimento per capire dove si trovava l’economia prima che il conflitto in Medio Oriente e le modifiche fiscali del bilancio incidessero sul clima del mercato immobiliare.
Con il rallentamento dei prezzi delle abitazioni a Sydney e Melbourne e il rischio di estensione ad altri mercati, l’economia potrebbe perdere ulteriore slancio. Questo renderebbe più semplice, almeno in parte, il compito della RBA nel riportare domanda e offerta verso un equilibrio compatibile con il rientro dell’inflazione.
Prima della pubblicazione dei dati, i mercati davano per scontata una pausa della RBA nella riunione di giugno, ma indicavano quattro possibilità su cinque di un nuovo rialzo dei tassi entro fine anno.
Il ministro del Tesoro Jim Chalmers ha definito il risultato “molto solido” date le circostanze, sottolineando che si tratta del ritmo annuo di crescita più rapido, a pari merito, da quasi tre anni.