MOSCA - La Russia ha sperimentato martedì un nuovo missile balistico intercontinentale Sarmat, in una prova presentata dal Cremlino come parte della modernizzazione delle proprie forze nucleari.

Vladimir Putin ha salutato il lancio con toni trionfali, sostenendo che il missile entrerà in servizio operativo entro la fine dell’anno e che sarà destinato a sostituire i vecchi Voyevoda di costruzione sovietica.

“È il missile più potente al mondo”, ha dichiarato il presidente russo, affermando che la capacità complessiva delle sue testate indipendenti sarebbe oltre quattro volte superiore a quella di qualsiasi equivalente occidentale. In Occidente, il Sarmat è noto anche come “Satan II”.

Il test viene condotto pochi giorni dopo la parata sulla Piazza Rossa per l’anniversario della sconfitta della Germania nazista nella Seconda guerra mondiale, quest’anno priva per la prima volta in quasi vent’anni di armamenti pesanti. In quell’occasione, Putin aveva sostenuto che il conflitto in Ucraina si stesse avvicinando alla fine. Ma il nuovo lancio missilistico conferma quanto la dimensione nucleare resti centrale nella strategia di Mosca.

Dall’invasione dell’Ucraina nel febbraio 2022, il leader russo ha più volte agitato la minaccia atomica per scoraggiare l’Occidente dall’aumentare gli aiuti militari a Kiev. Più in generale, da quando è arrivato al potere nel 2000, Putin ha supervisionato il rinnovamento della triade nucleare russa: missili intercontinentali terrestri, sommergibili nucleari e bombardieri capaci di trasportare armi nucleari.

La modernizzazione russa ha contribuito a spingere anche gli Stati Uniti verso un costoso aggiornamento del proprio arsenale. Il quadro è diventato più instabile dopo la scadenza, a febbraio, dell’ultimo accordo ancora in vigore sul controllo delle armi nucleari tra Washington e Mosca. Per la prima volta in oltre mezzo secolo, i due maggiori arsenali atomici del mondo non sono più soggetti a limiti concordati.

Lo sviluppo del Sarmat era iniziato nel 2011, ma il programma ha avuto un percorso complesso. Prima del test di martedì, il missile aveva registrato un solo lancio riuscito noto e avrebbe subito una esplosione durante una prova fallita nel 2024.

Putin sostiene che il Sarmat abbia una potenza simile al Voyevoda, ma maggiore precisione. Ha aggiunto che può compiere voli suborbitali, con una gittata superiore a 35mila chilometri, e superare eventuali difese antimissile.

Il nuovo missile si inserisce in una famiglia più ampia di armi annunciate da Putin nel 2018, tra cui il veicolo ipersonico Avangard, il missile Oreshnik, il drone sottomarino Poseidon e il missile da crociera Burevestnik a propulsione nucleare. Per Mosca, sono strumenti per mantenere l’equilibrio strategico. Per l’Occidente, segnali di una corsa atomica sempre meno vincolata.