ROMA - Sigfrido Ranucci si scusa per le parole pronunciate sul ministro della Giustizia Carlo Nordio, ma respinge l’accusa di aver diffuso una notizia non verificata. Nella puntata di Report di domenica 3 maggio, il giornalista è tornato sulle dichiarazioni rese a È sempre Cartabianca, su Rete 4, in merito al caso della controversa grazia concessa a Nicole Minetti.
“Ho detto: ‘Siamo sulle tracce di una testimonianza raccolta in queste ore, dove una fonte ci ha detto di aver visto Nordio i primi giorni di marzo in Uruguay e di averlo visto nel ranch di Cipriani. Stiamo verificando una pista e quindi la prendiamo col beneficio dell’inventario’”, ha spiegato il conduttore di Report, aggiungendo la richiesta di scusa: “Sicuramente sono caduto in un eccesso, mi copro il capo di cenere. Tuttavia, non ho dato una notizia non verificata, ma ho detto: ‘Stiamo verificando una notizia’, che è una cosa un po’ diversa”.
Il chiarimento arriva dopo la lettera di richiamo inviata dalla Rai al giornalista e dopo le indiscrezioni su una possibile azione risarcitoria da parte del ministro Nordio.
Ranucci ha annunciato di non voler coinvolgere l’azienda in eventuali conseguenze legali: “Davanti all’eventuale denuncia del ministro della Giustizia, rinuncio già da ora a esporre l’azienda, che gestisce soldi pubblici, a eventuali rischi. Affronterò il giudizio a mie spese”.
Il giornalista ha ribadito la stessa posizione anche a Trani, durante un incontro sulla legalità in una scuola superiore: “Qualcuno ha fatto trapelare dall’azienda che non avrò la tutela legale, ma io non la voglio, perché non voglio esporre l’azienda che gestisce soldi dei cittadini a dei rischi”. E sulla possibile iniziativa giudiziaria del ministro ha aggiunto: “È sua legittimità, lo faccia”.
Sul caso interviene anche Giusi Bartolozzi, ex capo di gabinetto del ministero della Giustizia, chiamata in causa sempre da Report. “Non mi farò travolgere da questa vergognosa macchina del fango. Non conosco i signori Cipriani, padre o figlio che sia, né tantomeno la signora Minetti. Non ho mai parlato con loro né li ho mai incontrati”, ha dichiarato.
In particolare, Bartolozzi respinge l’ipotesi, alla quale si è accennato nella trasmissione, di un suo ruolo nella gestione della pratica di grazia dell’ex consigliera comunale lombarda: “Non ho mai avuto contatti né con gli uffici del Quirinale che hanno direttamente ricevuto l’istanza di grazia della signora Minetti, né con le autorità giudiziarie interessate della relativa istruttoria”.
L’ex capo di gabinetto sostiene di aver soltanto trasmesso al Quirinale, “come sempre avviene, il provvedimento del ministro una volta firmato”.