SYDNEY - La Reserve Bank of Australia (RBA) ha lasciato invariati i tassi d’interesse per la prima volta nel 2026, mentre l’economia mostra segnali di deterioramento e restano incerte le ricadute di un possibile accordo di pace in Medio Oriente.

Dopo tre rialzi consecutivi, il consiglio di politica monetaria della Banca centrale ha votato all’unanimità per mantenere I tassi d’interesse al 4,35%. La decisione era attesa dalla maggioranza degli economisti e dai mercati finanziari, ma apre ora una domanda più difficile: si tratta della fine del ciclo di aumenti o soltanto di una pausa prima di un nuovo rialzo.

Le probabilità di un altro aumento si erano ridotte dopo dati sulla crescita più deboli del previsto, un balzo del tasso di disoccupazione e numeri sull’inflazione migliori delle attese dalla riunione precedente di maggio. Il quadro resta però fragile. La RBA deve valutare un’economia che rallenta, ma anche costi ancora elevati e rischi esterni collegati al Medio Oriente.

Tra gli elementi sul tavolo c’è anche il budget federale, che ha già accentuato il rallentamento del mercato immobiliare a causa delle modifiche proposte alle agevolazioni fiscali per gli investitori. Diversi economisti hanno rivisto al ribasso le previsioni sui prezzi delle case. ANZ ora prevede una flessione nazionale del settore immobiliare nel 2026 e nel 2027.

Prima della riunione, i mercati stimavano ancora circa una possibilità su due di un ulteriore rialzo nel corso dell’anno. Le quattro maggiori banche avevano previsto una pausa, ma Westpac era l’unica a indicare ancora nuovi aumenti nel 2026.

Secondo Pat Bustamante, economista senior di Westpac, le tensioni sui costi continuano a farsi sentire. Un sondaggio condotto da Westpac e dall’Australian Chamber of Commerce and Industry mostra che nel primo trimestre di quest’anno le imprese si sono trovate a fare i conti con una stretta crescente sia sui costi sia sulla domanda.

“Da un lato vediamo l’attività fermarsi - ha detto Bustamante a Canberra -. Dall’altro, i costi restano elevati e le aspettative di ulteriori rincari sono alte, soprattutto nel manifatturiero”.

È il dilemma centrale per la RBA: crescita debole e inflazione non ancora domata spingono in direzioni opposte. Per Bustamante, la risposta non può arrivare solo dai tassi d’interesse. Serve riaccendere la produttività, con misure dal lato dell’offerta capaci di sostenere la crescita senza alimentare nuovi rincari. La pausa concede tempo. Non garantisce sollievo.