BUENOS AIRES – Il procuratore federale Eduardo Taiano ha avviato un’indagine formale contro il presidente Javier Milei e un gruppo di imprenditori del settore delle criptovalute, legati al crollo della moneta virtuale $LIBRA, che ha causato perdite milionarie agli investitori.

L’inchiesta, che include possibili reati di frode, abuso di autorità e corruzione, si basa su oltre un centinaio di denunce, di cui 24 già convalidate.

Secondo fonti giudiziarie, la Procura sta raccogliendo dati da enti statali e aziende come Google per determinare le responsabilità.

Mentre il caso avanza, Milei si trova negli Stati Uniti, per tenere incontri con leader globali e difendere il suo modello economico. Tuttavia, l’ombra di $LIBRA lo incalza: anche negli Stati Uniti sono in corso indagini per chiarire il suo coinvolgimento nella creazione e promozione della criptovaluta, nonché eventuali manovre illegali.

Un documento-chiave e le critiche dell’opposizione

Il giornalista Pablo Duggan ha rivelato nel suo programma Duro de Domar l’esistenza di un contratto firmato da un alto funzionario — presumibilmente il presidente — con Hayden Davis, creatore di $LIBRA, per realizzare “affari”. Duggan ha definito le spiegazioni di Milei “illogiche e incomplete” e ha assicurato che il documento in possesso di Davis potrebbe essere “determinante” per un’eventuale condanna giudiziaria. “È un disastro per il suo governo”, ha affermato.

Dall’opposizione, in particolare dal kirchnerismo, c’è scetticismo sull’esito della causa in Argentina, dato che l’indagine è guidata dal procuratore Taiano e dalla giudice federale María Servini, considerati politicamente non ostili.

L’opposizione confida piuttosto nell’avanzamento del caso negli Stati Uniti, dove sono coinvolti il Dipartimento di Giustizia, l’Fbi e la Sec, enti noti per la loro severità nei reati finanziari. “Lì non si scherza con la legge”, ha dichiarato un parlamentare dell’opposizione in forma anonima.

Macri punta il dito contro la cerchia di Milei

L’ex presidente Mauricio Macri ha commentato lo scandalo durante una conferenza presso la Borsa di Commercio di Rosario il 18 febbraio, accompagnato dal governatore di Santa Fe, Maximiliano Pullaro, e dalla vicegovernatrice Gisela Scaglia.

Senza mettere direttamente in discussione l’onestà di Milei, Macri ha criticato la sua gestione della crisi: “È circondato dalle persone sbagliate e è stato poco accorto”, ha affermato, chiedendo un’indagine seria sulla presunta frode che ha colpito investitori locali e internazionali.

Pur esprimendo “affetto personale” per il presidente, Macri ha lanciato l’allarme sui danni alla sua immagine pubblica e sulle ripercussioni per il Paese. “Deve rivedere il suo team per evitare questi errori”, ha ribadito.

Traduzione di Francesca Capelli.