ROMA - L’aula del Senato ha approvato in prima lettura il disegno di legge di conversione del primo decreto carburanti, con cui il governo intende affrontare i rincari che hanno colpito consumatori e imprese italiane in seguito all’attacco di Israele e Stati Uniti contro l’Iran e alla conseguente chiusura dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran.
I voti favorevoli sono stati 83, i contrari 53. L’esame del decreto non ha però placato le polemiche tra maggioranza e opposizione, che si sono confrontate duramente per tutta la mattinata.
Il decreto, che scade il 17 maggio, prevede un taglio delle accise per venti giorni con una riduzione di 25 centesimi al litro su benzina e diesel e di 12 centesimi sul Gpl. Introduce inoltre un credito d’imposta sul gasolio per gli autotrasportatori e un credito del 20 per cento per i pescherecci per i tre mesi da marzo a maggio, e rafforza il sistema dei controlli anti-speculazione con l’obbligo per le aziende del settore di comunicare quotidianamente i listini e il divieto di modificare i prezzi nell’arco della stessa giornata.
M5s, Avs e Pd hanno chiesto la presenza in Parlamento del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, accusato di “fallimento”, e Stefano Patuanelli (M5s) ha ricordato che “il Patto di stabilità, la nuova governance europea, è qualcosa che questo governo ha sottoscritto”.
Nel merito del decreto, Cristina Tajani (Pd) ha contestato il mancato inserimento nel decreto delle “accise mobili”, parlando di “tagli lineari inaccettabili” e lamentando che il Parlamento è stato esautorato, avendo conosciuto solo all’ultimo momento i contenuti.
Massimiliano Romeo, presidente dei senatori della Lega, ha replicato: “Se foste stati voi al governo, cos’avreste fatto? Soprattutto, dove avreste preso i soldi? È facile parlare quando si è all’opposizione”.
Francesco Boccia (Pd) ha denunciato “balletti” nella maggioranza su emendamenti presentati e poi ritirati, definendoli “uno spettacolo indecoroso” e ironizzando sulle nomine nel governo: “Han deciso di fare un rimpasto senza chiamarlo tale e quindi piovono sottosegretari come se non ci fosse un domani”.
Patuanelli ha infine ripreso la parola, prendendo di mira la Lega: “Nel governo Draghi vennero allocate risorse per circa nove miliardi per il taglio delle accise. Vorrei ricordare al capogruppo Romeo che per il 70 per cento della passata legislatura la Lega era al governo”.