LONDRA (INGHILTERRA) - Dalle stelle alle stalle. Nel 2016 il Leicester, sotto la guida di Claudio Ranieri, sovvertiva ogni pronostico vincendo una storica Premier League. Dieci anni dopo, le Foxes sono aritmeticamente retrocesse in League One, la terza serie del calcio inglese, al termine di una stagione disastrosa.

Il verdetto è arrivato con il 2-2 contro l’Hull City, risultato che ha sancito la discesa dalla Championship e certificato il punto più basso di un decennio comunque ricco di soddisfazioni: dalla FA Cup conquistata nel 2021 fino ai quarti di Champions League nel 2017 e alla semifinale di Conference League nel 2022.

Dopo la retrocessione dalla Premier nel 2022-23, il Leicester era riuscito a risalire subito con Enzo Maresca, ma la permanenza nella massima serie è durata appena una stagione. Quest’anno la squadra, inizialmente stabile a metà classifica, ha visto precipitare la propria situazione tra gennaio e febbraio.

Il cambio in panchina, con l’arrivo di Gary Rowett al posto di Martí Cifuentes, non ha dato la scossa sperata. A peggiorare il quadro è stata anche la penalizzazione di sei punti per violazioni del fair play finanziario, che ha compromesso definitivamente la corsa salvezza.

A incidere sono stati anche risultati negativi negli scontri diretti e una difesa fragile, tra le peggiori del campionato. Il Leicester ha faticato a trovare continuità e gol nei momenti decisivi, pagando caro il calo nella seconda parte di stagione.

Ora il club si trova davanti a una ricostruzione complessa: conti appesantiti da ingaggi elevati, possibili cessioni eccellenti e la necessità di ridimensionare il progetto tecnico.

Da favola del calcio inglese a simbolo di un crollo sportivo e finanziario: per il Leicester, la risalita appare oggi più incerta che mai.