ROMA - L’ambizione della Roma passa anche per le giocate e i gol di Matias Soulé. Capocannoniere dei giallorossi con 4 gol segnati in stagione, l’argentino giura fedeltà al club che un anno fa sborsò circa 25 milioni per strapparlo alla Juventus.
“Mi trovo benissimo qui, sono molto felice. L’anno scorso non è iniziato bene, ma poi ho sistemato le cose. Spero di rimanere in questo club a lungo”, ha affermato Soulé in un’intervista.
La Roma è prima con 24 punti, al pari dell’Inter, e in città c’è chi sogna lo Scudetto: “Siamo tranquilli, è presto per parlarne. Tutti lo sognano: io, la squadra e la gente. Ora dobbiamo continuare così. Questi punti ce li siamo guadagnati, ma dobbiamo pensare passo dopo passo - ha aggiunto l’esterno -. È solo l’inizio, la stagione è lunga ma se continuiamo su questa strada possiamo ambire ai piani più alti. Vogliamo essere competitivi e questa è la strada: migliorare di settimana in settimana”, ha spiegato l’argentino, nuovamente snobbato dal ct della Seleccion, Lionel Scaloni. Il Mondiale si avvicina, ma Soulé non si dice preoccupato per le mancate chiamate.
“Sono tranquillo, la convocazione è un premio al rendimento nel club, la mia testa è sulla Roma. Sono un pò deluso, perché sin da piccolo è normale sognare la nazionale. Ma se continuo su questa strada il momento arriverà”.
L’ipotesi di vestire la maglia azzurra in virtù del doppio passaporto però non è mai esistita: “Non ci ho mai pensato, sono argentino e voglio giocare per la mia nazionale”.
Un aiuto può arrivare dal suo club: una Roma che nelle ultime partite è sembrata essere in crescita in termini di produzione offensiva.
“Gasperini mi ha fatto crescere in tutto, è un grande allenatore con una mentalità vincente - ha spiegato Soulé -. Trasmette quel che vuole ai giocatori, mi piace avere la palla e pressare in avanti. Per lui gli attaccanti sono i primi difensori per rubare palla in fase offensiva. Provo a dare il massimo in ogni partita per aiutare i miei compagni, non solo con i gol e gli assist, ma facendo quel che mi chiede il mister. Prima c’è la squadra, poi vengono i singoli. Siamo una famiglia e lottiamo per gli obiettivi comuni”.
Tra qualche settimana si capirà quali.