NEW YORK (Stati Uniti) - La finale del Mondiale tra Spagna e Argentina non si è conclusa soltanto con il trionfo della Roja. Al termine della sfida disputata a New York, l’atmosfera si è rapidamente surriscaldata trasformando la festa degli spagnoli in un acceso confronto tra i protagonisti in campo. Subito dopo il triplice fischio è scoppiato un parapiglia che ha coinvolto diversi calciatori. Tra i più agitati Leandro Paredes, che ha perso il controllo durante le concitate fasi successive alla gara. Il centrocampista argentino è arrivato al contatto fisico con Eric Garcia, afferrandolo per il collo, e ha poi spinto a terra Gavi, intervenuto nel tentativo di proteggere il compagno. Le immagini, trasmesse dalle televisioni di tutto il mondo, hanno fatto rapidamente il giro dei social e della stampa internazionale. Per il giocatore dell’Albiceleste è arrivato il cartellino rosso quando la partita era ormai terminata. Secondo le ricostruzioni, il clima si era già acceso pochi istanti prima. Durante i festeggiamenti della Spagna ci sarebbe stato infatti uno scontro tra Nahuel Molina e Rodri (che ha avuto anche qualche battibecco con Otamendi, “Hai pianto tutta la settimana”, gli avrebbe rimproverato il difensore argentino). Da quel momento la situazione è degenerata, costringendo anche il commissario tecnico Lionel Scaloni e il vice Walter Samuel a intervenire per cercare di riportare la calma e allontanare Paredes. A spiegare l’origine della reazione del centrocampista è stato successivamente Gavi. Il talento del Barcellona ha raccontato di aver rivolto una frase all’avversario che avrebbe fatto esplodere la sua rabbia. “Gli ho chiesto ‘Infantino non ha risposto alle vostre chiamate stavolta?’ Nel momento in cui l’ho detto, ha completamente perso la testa. Non mi ha nemmeno lasciato finire - le parole del centrocampista del Barcellona ai media spagnoli -. Cosa gli avrei voluto dire ancora? Che il calcio ha finalmente battuto la corruzione”.

Mentre la Spagna celebrava la conquista del titolo mondiale, dall’Argentina sono arrivati messaggi di sostegno alla nazionale. Il presidente Javier Milei ha infatti annunciato l’intenzione di proclamare una giornata di festa nazionale dedicata alla Selección, nonostante la sconfitta nella finalissima. La data verrà definita soltanto dopo che saranno chiariti i tempi del rientro della squadra in patria. “Viste le preoccupazioni relative alle celebrazioni per il traguardo raggiunto dalla Nazionale argentina, informo il pubblico che, a seconda di ciò che i giocatori e lo staff tecnico decideranno in merito alla giornata da festeggiare, questa verrà dichiarata festa nazionale”, ha affermato. Attraverso i propri canali social, Milei ha inoltre voluto rendere omaggio alla squadra di Scaloni, ringraziando il gruppo per il percorso compiuto nel torneo e ribadendo la propria stima nei confronti della Selección. “Grazie mille, giocatori! Avete dato il massimo fino alla fine. L’Argentina è sempre sulla cima”. Su Instagram, il presidente argentino ha accompagnato una foto della nazionale con un ulteriore messaggio, definendola “la miglior Nazionale della storia”, a testimonianza della volontà di celebrare comunque il cammino della squadra nonostante l’amarezza per la sconfitta nell’atto conclusivo del Mondiale.