MADRID - Un mercoledì mattina di sangue e devastazione ha sconvolto l’arteria ferroviaria che collega la capitale spagnola al sud del Paese. Un violento tamponamento tra due convogli ad alta velocità ha provocato una tragedia di ampie proporzioni nei pressi del comune di Urda, nella provincia di Toledo (Castiglia-La Mancia). Il bilancio provvisorio è drammatico: almeno 69 morti, decine di feriti e un lungo elenco di persone che mancano ancora all’appello.
L’incidente si è consumato esattamente alle 08:53 lungo il tratto compreso tra Mora e Orgaz, a circa 140 chilometri a sud di Madrid. Un convoglio della compagnia pubblica Renfe ha travolto a gran velocità un treno dell’operatore privato Iryo che si trovava fermo sulla stessa linea.
Dalla società Iryo hanno confermato che il proprio mezzo è stato “colpito da dietro” da un treno Renfe “per cause ancora sconosciute”. La violenza dello scontro è stata tale da far precipitare alcuni vagoni lungo un terrapieno adiacente ai binari, trasformando il viaggio di oltre 500 persone in un incubo di lamiere e soccorsi disperati. Un passeggero sopravvissuto ha raccontato alla stampa locale di aver avvertito una scossa terribile circa 40 minuti dopo essere partito dalla stazione.
I dati ufficiali forniti da Esther Padilla, portavoce del governo regionale di Castiglia-La Mancia, confermano che a bordo dei due convogli viaggiavano più di 540 persone: 397 passeggeri sul treno Renfe e 146 passeggeri più un neonato sul mezzo Iryo.
I soccorritori giunti sul posto e le riprese aeree hanno mostrato uno scenario devastante. Il bilancio sanitario conta almeno 80 feriti trattati d’urgenza, di cui 50 in condizioni gravi e 15 in stato critico.
A questo si aggiunge la drammatica conta dei dispersi. Secondo quanto riferito dall’agenzia EFE, la Guardia Civil ha già registrato 64 denunce formalizzate da cittadini che non riescono a mettersi in contatto con i propri familiari. Tra le persone di cui si sono perse le tracce figura anche l’ex ministra del governo spagnolo Fátima Báñez, attuale presidente della fondazione della Confederazione spagnola delle organizzazioni imprenditoriali (CEOE), come reso noto dalla stessa organizzazione su X.
Le indagini sulle cause della strage si stanno concentrando sulle gestioni operative della centrale di controllo di Madrid nelle fasi immediatamente precedenti all’impatto. Come riportato dalla Bbc, la ricostruzione parte da un’anomalia informatica verificatasi attorno alle 08:30, che ha provocato il blocco automatico di sei convogli lungo la linea.
Il ministro dei Trasporti spagnolo, Óscar Puente, ha chiarito la catena degli eventi spiegando che “in caso di guasto del sistema, il centro di controllo subentra”. Il ministro ha sottolineato che la decisione di autorizzare la ripartenza dei treni senza applicare alcuna restrizione di velocità è stata presa dal centro di gestione “in circostanze inspiegabili”, spianando la strada al tamponamento del treno Renfe contro il mezzo Iryo immobile poco più avanti.
A confermare questa ricostruzione sono alcune registrazioni audio tra i tecnici del gestore delle infrastrutture Adif e i macchinisti, diffuse dai media spagnoli. In un primo audio, il controllore della centrale ordina espressamente al macchinista del treno Renfe di disattivare il sistema automatico LZB, che monitora e limita la velocità del convoglio: “Scollega e ricollega LZB. Continua il tuo viaggio e poi procedi sotto [Blocco di segnalazione laterale], a velocità normale e con funzionamento normale”. Incredulo, il macchinista chiede conferma: “A velocità normale?“. Il controllore risponde secco: “Sì“.
Secondo le procedure standard di sicurezza ferroviaria, in caso di utilizzo del sistema di riserva del blocco di segnalamento laterale, il macchinista avrebbe dovuto procedere a vista e a una velocità massima di 40 km/h, e non spingere il convoglio alla velocità di crociera ordinaria su una tratta progettata per toccare i 200 km/h.
Un secondo passaggio audio rende il quadro ancora più drammatico. Il macchinista del treno Iryo che precedeva aveva avvisato la sala operativa di essere “fermo davanti al segnale di ingresso a Urda”. Dopo un primo invito a ripartire, lo stesso macchinista ricontatta la centrale spiegando di non riuscire a sbloccare il mezzo: “Il treno non mi permette di controllare il sistema [di sicurezza]. Per questo sono ancora fermo davanti al segnale di ingresso”.
La comunicazione dimostra che la centrale di controllo era perfettamente ed edotta del fatto che il treno Iryo fosse immobile sui binari nello stesso identico momento in cui autorizzava il treno Renfe a procedere a velocità normale.
A seguito della tragedia, Adif e Renfe hanno disposto la totale sospensione del traffico ferroviario sull’intera dorsale ad alta velocità che collega Madrid con Ciudad Real e le principali città dell’Andalusia (Siviglia, Malaga, Cordova), lasciando centinaia di viaggiatori bloccati nelle stazioni in attesa di mezzi sostitutivi.