BUENOS AIRES – Restare in nome della fedeltà alle radici o andarsene per cercare la propria strada? Rifiutare la tradizione è sempre un tradimento?
Sono le domande portate in scena da Tradición/Traición (tradizione/tradimento), uno spettacolo di teatro-danza scritto e interpretato da Viviana Mercurio, ballerina italiana da molti anni residente a Buenos Aires, dove ha aperto una scuola di ballo per tutte le età.
“Lo spettacolo nasce da un desiderio di raccontare la mia storia, a partire dalla mia infanzia e adolescenza in Calabria – spiega Viviana, nata a Vibo Valentia –. Sono sempre stata ribelle alle convenzioni, alle aspettative sociali che riguardavano soprattutto le donne. Tanto che gli studi e il lavoro mi hanno portato lontano”.
Accanto a Viviana, come co-protagoniste, ci sono Sofía Nieto, giovane interprete di danza contemporanea, e Patricia Dewey, ballerina di La Plata.:“Rappresentiamo tre donne diverse, o forse la stessa donna in tre diverse età della vita, e il loro rapporto con la tradizione”.
“Lo spettacolo parte da un’immagine, quella della Madonna Addolorata delle processioni del Venerdì Santo, tradizionali in Calabria e Puglia, con tutte le donne vestite di nero e velate – dice Mercurio –. Da lì parte una riflessione sul peso della tradizione”. Non più ancoraggio, base sicura, ma corsetto e impedimento.

Le “maglie” della tradizione.
“Questo mi ha portato andarmene a 18 anni, per frequentare l’università in un’altra regione, poi in Argentina – ricorda –. Trent’anni fa mi sentivo soffocare nella mia città, oggi per fortuna la situazione è diversa”.
Il tradimento, la ribellione, trova però il suo germe vitale nelle radici più profonde: la taranta, un insieme di riti antichissimi che risalgono alla Magna Grecia. “Io stessa mi sento una tarantolata, avvelenata dal morso di un ragno che mi ha spinto al movimento, ad andarmene”, dice. Non a caso, nell’opera, il simbolo della ribellione è proprio una scatenata tarantella.
“Mi interessa anche riflettere sul significato del presunto tradimento – sottolinea Viviana –. Chi tradisce, in realtà, mostra la possibilità di un altro cammino. E in questo senso, sono molto grata alla mia famiglia, che non sempre ha capito le mie scelte, ma mi ha sempre accompagnato”.

Un’immagine-simbolo del tradimento, nello spettacolo.
Nello spettacolo, la qualità del movimento cambia a seconda dei due temi presenti nel titolo: rigido, netto e codificato nel caso della tradizione; più fluido, inquieto e spontaneo nella parte sul tradimento, che altro non è, in realtà, che una presa di coscienza e una conquista di autonomia.
“Ci sono anche parti esplicative, con testi in off in italiano e dialetto calabrese”, aggiunge la ballerina.
Tradición/traición è una creazione collettiva, a cui partecipa la compagnia di ballo della scuola di Viviana: “Abbiamo lavorato ispirandoci alla performance Palermo Palermo di Pina Bausch, fondatrice del teatro-danza e che considero la mia maestra”. Così tante persone convivono sul palco, mettendo in scena il conflitto tra tradizione e tradimento. Sarà lo spettatore a decidere su cosa concentrarsi.

La locandina dello spettacolo.
“Lo spettacolo è anche una mia riflessione sull’esperienza della migrazione – conclude Viviana –. Cosa significa tornare in Italia una volta all’anno, vedere come cambiano le persone e i luoghi, ma anche come cambio io e cosa resta in me di questi due Paesi. Se appartengo all’Argentina, all’Italia o a entrambe. Ho imparato a non sentirmi divisa a metà, ma a far convivere in me questa doppia identità ogni giorno della mia vita”.
Una cosa, però, ci tiene a precisarla: “Se io e tante altre persone abbiamo scelto l’Argentina è perché in questa parte del mondo stiamo meglio”.
Lo spettacolo dura 45 minuti e debutta oggi, domenica 9 agosto, alle 20, al teatro Andamio ’90 (Paraná 660) a Buenos Aires. Le date successive saranno domenica 16 agosto (alle 20) e venerdì 28 agosto alle 21. Prenotazioni attraverso la piattaforma Alternativa Teatral.
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