LONDRA (INGHILTERRA) - “Fin dal primo giorno siamo stati chiari: stavamo cercando di costruire la miglior squadra possibile. Il che non significa necessariamente i 26 giocatori più talentuosi. Sono le squadre che vincono i campionati e quello che stiamo cercando di ottenere si può raggiungere solo come squadra”.

Thomas Tuchel, ct dell’Inghilterra, va dritto per la sua strada sebbene dalla sua lista per i Mondiali siano rimasti fuori giocatori come Palmer, Foden, Maguire o Alexander-Arnold.

“Abbiamo giocatori pronti e che sanno cosa vuol dire spirito di squadra e altruismo. Sono giocatori di livello mondiale, ma tutti sono pronti a sposare l’idea di squadra. Abbiamo anche giocatori per diversi scenari, che si tratti di gestire il vantaggio o di inseguire un risultato. Abbiamo specialisti sui calci piazzati e vogliamo essere una squadra forte anche nei rigori, quindi abbiamo specialisti anche per questo”.

Tuchel rivela di aver telefonato a tutti i giocatori che sono stati convocati almeno una volta sotto la sua gestione, anche quelli esclusi, e anche per questo ammette di essere rimasto “un po’ sorpreso” dall’uscita social di Maguire “perché avevamo parlato in privato e aveva avuto la possibilità di esprimere i suoi sentimenti. Ma rispetto molto la sua personalità e qualità. Capisco la delusione”.

“Sono molto sicuro del gruppo che abbiamo scelto. Sono state decisioni molto difficili, conversazioni dolorose. Ma sono decisioni che portano chiarezza, vogliamo dare a ciascuno un ruolo chiaro”. Il tecnico tedesco cita poi Nadal in vista dei Mondiali:

“Una volta ha detto: ‘Non sono un vincente ma sono un competitor’. È così che arriviamo a questo torneo. Cercheremo di vincerlo, ma non ha senso cercare di mangiare tutta la torta in una volta: la divideremo in pezzi. La Premier League è il campionato più competitivo del mondo, i nostri giocatori saranno stanchi dopo una lunga stagione ma non sarà una scusa: bisogna gestire il carico nella preparazione e avere l’atteggiamento giusto”.

Dall’altro lato “servirà un po’ di fortuna, le scelte giuste, restare sani, trovare il momento giusto e costruire uno spirito di gruppo. Quando si arriva poi alle partite a eliminazione diretta, è una questione di dettagli e nervi saldi. Non tutto è sotto il nostro controllo, ma è importante avere un obiettivo chiaro”.

Poi un omaggio a Guardiola, che lascerà il City a fine stagione: “E’ unico, uno dei migliori in assoluto. Ha fatto una rivoluzione al Barcellona, ha cambiato il campionato tedesco e poi è arrivato qui e ha dominato”.