Il Palermo si prepara a vivere una tappa senza precedenti della propria storia. Per la prima volta in 125 anni il club rosanero volerà in Australia, dove, a Perth, affronterà in amichevole la Juventus, in una sfida destinata ad attrarre i tanti tifosi palermitani d’Australia, e il Melbourne City nella seconda edizione dell’Anglo-Palermitan Trophy.
Un appuntamento, questa trasferta australiana, che il centrocampista del Palermo Jacopo Segre descrive come “un’esperienza unica”, destinata a rafforzare il legame tra la società e i tifosi che vivono dall’altra parte del mondo.
“C’è sicuramente grande entusiasmo per la possibilità di vivere un’esperienza come quella di ‘Palermo Goes to Australia’. Per la prima volta nella storia del Club avremo l’opportunità di giocare in Australia e di incontrare tanti tifosi che ci seguono da così lontano”, afferma il centrocampista rosanero.
Segre ha anche sottolineato anche il valore simbolico dell’Anglo-Palermitan Trophy, un torneo nato lo scorso anno a Palermo durante le celebrazioni per il 125° anniversario del club, in occasione dell’amichevole contro il Manchester City.
“È molto bello che un trofeo nato a Palermo possa oggi proseguire il proprio percorso in Australia. È un segnale della crescita internazionale del Palermo e della capacità del calcio di creare connessioni tra persone e culture diverse, mantenendo sempre vive le proprie radici”.
Oltre all’aspetto sportivo, il centrocampista, in rosanero dal 2022, guarda con curiosità anche alla bellezza di Perth. “Sappiamo che è famosa per le sue splendide spiagge e per i suoi tramonti. Ho sentito parlare di una città moderna ma allo stesso tempo molto rilassata, con una qualità della vita eccezionale”.
Pur consapevole del fascino della destinazione, Segre ribadisce che la squadra affronterà la tournée “con professionalità e concentrazione”, senza dimenticare il significato speciale dell’evento.
Per Segre, così come per tutta la squadra e la delegazione che accompagnerà gli atleti, questo viaggio rappresenta soprattutto un’occasione per incontrare la comunità italiana e siciliana in Australia. “Giocare così lontano dall’Italia ti ricorda quanto il calcio sia davvero universale. Sapere che ci sono tifosi del Palermo anche dall’altra parte del mondo, in Australia, è qualcosa che colpisce profondamente e che mette in evidenza l’importanza della nostra grande famiglia globale. Questo evento rappresenta una straordinaria opportunità per il Club e anche per noi calciatori, perché ci permette di essere ambasciatori non solo del Palermo, ma anche della cultura italiana e siciliana nel mondo”.
Il centrocampista evidenzia anche il valore che questa tournée avrà per i tanti siciliani emigrati e per i loro discendenti. “Per molti di loro e per i loro discendenti, vedere il Palermo dal vivo sarà un’emozione enorme e un modo per sentirsi nuovamente a casa. La responsabilità è grande perché sappiamo che per molte persone sarà un’esperienza irripetibile. Quando rappresenti un Club come il Palermo, rappresenti prima di tutto una storia e una cultura. Dovremo essere all’altezza della situazione e lasciare un ricordo positivo sia dentro che fuori dal campo. Vogliamo che il pubblico possa percepire la bellezza del calcio italiano e la straordinaria passione che lo accompagna”.