MONTEVIDEO - L’attesa durata trentotto anni si è conclusa nel pomeriggio con l’arrivo di Papa Leone XIV a Montevideo. Un evento dal forte valore simbolico e spirituale che ha risvegliato l’entusiasmo della comunità locale e attirato centinaia di persone nella capitale per seguire i primi passi del viaggio apostolico.
L’imminente sbarco del volo papale ha trasformato fin dalle prime ore della mattinata il volto abituale di Plaza Independencia, divenuta il cuore pulsante dell’evento. Molto prima dell’orario fissato per l’atterraggio, molte persone hanno occupato il perimetro della piazza sfidando l’attesa sotto il sole per assicurarsi un posto privilegiato da dove poter vedere il Santo Padre.
Tra la folla spicca una forte componente internazionale, con sventolii di bandiere provenienti da Argentina, Brasile, Colombia, Venezuela e Cile. Molti sono pellegrini giunti dai Paesi vicini e da tutto il continente, tanti altri sono invece residenti in Uruguay, ma per tutti la possibilità di vedere da vicino il Papa è stata la molla principale che li ha spinti ad avvicinarsi al centro di Montevideo.
Non mancano poi i residenti di altre nazionalità, che hanno voluto essere presenti con la bandiera del loro Paese d’origine, come testimonianza identitaria, oltre che di fede.
Le persone radunate in piazza e lungo le strade della capitale condividono grandi motivazioni di fondo. Per moltissimi fedeli dell’America Latina, quelli non toccati dal viaggio apostolico (Uruguay, Argentina e Perù), l’arrivo del Papa a Montevideo ha rappresentato l’occasione più vicina e accessibile per ricevere la sua benedizione.

Due fedeli, con le bandiere della Colombia (a sinistra) e del Libano. (Foto: A. Geninazza)
Molti tra i presenti, sia locali sia immigrati, sono mossi anche dalla ricerca di un messaggio di fratellanza e giustizia sociale, guidati dal desiderio di ascoltare una parola di speranza sulla pace globale di fronte ai conflitti attuali e con l’auspicio che il discorso papale metta al centro i bisogni dei più vulnerabili e la lotta alla povertà.
Infine, per i fedeli uruguaiani, in particolare per i più anziani che ricordano le visite di Giovanni Paolo II, la presenza in piazza nasce dalla volontà di vivere la propria fede come un evento storico personale e irripetibile, che ha spinto molti a stravolgere la routine quotidiana e lavorativa pur di testimoniare un momento unico per un Paese profondamente laico come l’Uruguay.
Nella capitale uruguaiana i preparativi sono stati curati in ogni dettaglio. In Plaza Independencia, sede degli appuntamenti istituzionali, sono state erette le tribune, posizionate le transenne di sicurezza e stesa una lunga moquette rossa che attraversa parte del piazzale antistante i palazzi della Presidenza della Repubblica.
È stata inoltre predisposta e aperta la circolazione lungo la Rambla, il celebre viale litoraneo di 22 chilometri che costeggia il Río de la Plata a sud della città. È proprio lungo questa arteria che il Pontefice ha percorso il tragitto dall’aeroporto internazionale di Carrasco fino al centro cittadino.