WASHINGTON - L’esecuzione di Nidal Malik Hasan, l’ex maggiore dell’esercito Usa responsabile della strage del 2009 nella base militare di Fort Hood in Texas, avverrà mediante fucilazione ma, contrariamente a quanto ventilato dal Pentagono, non sarà trasmessa in live streaming. Ad annunciarlo è stato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un post pubblicato sul proprio canale Truth Social.
A far sapere che la fucilazione di Hasan sarebbe stata pubblica e trasmessa in diretta era stato il segretario alla Difesa, Pete Hegseth. L’ipotesi aveva riaperto un dibattito storico, considerando che poco meno di un secolo fa gli Stati Uniti decisero di preservare la dignità della morte e di interrompere quello che era diventato una sorta di spettacolo macabro: l’ultima esecuzione pubblica nel Paese risale infatti al 1936.
A seguito delle dichiarazioni di Hegseth, lo stesso Trump era inizialmente intervenuto precisando che la scelta sulla diretta non era ancora stata confermata. “Stanno prendendo una decisione, ma verrà giustiziato, tramite fucilazione”, aveva detto il presidente degli Stati Uniti, aggiungendo: “Non mi interessa come verrà giustiziato, purché venga giustiziato”.
Sul tema si era espresso anche il vicepresidente statunitense JD Vance, manifestando forte scetticismo ed escludendo la propria visione: “Non so se questo accadrà davvero. Quest’uomo ha commesso il peggior attacco terroristico sul suolo statunitense, al di fuori dell’11 settembre”. Aggiungendo che “se alla fine verrà trasmessa in diretta, io non la guarderò“.
Nel messaggio definitivo con cui ha escluso la diretta, il presidente Trump ha spiegato le motivazioni che hanno portato a escludere la trasmissione pubblica dell’esecuzione: “Penso che trasmettere l’esecuzione affinché tutti potessero vederla avrebbe potuto rappresentare un forte deterrente per il mondo, per mostrare come gli Stati Uniti affrontano terroristi e feccia come Hasan, ma molte persone perbene e animate da buone intenzioni preferirebbero non vederlo morire in streaming o attraverso qualsiasi altro dispositivo visivo”.
Riconfermando le modalità della condanna, il tycoon ha precisato: “Morirà, come previsto, mediante fucilazione, ma l’evento non sarà trasmesso in streaming”. Il presidente ha tuttavia chiarito che la visione sarà garantita ai parenti delle vittime: “Detto ciò, l’esecuzione può essere vista di persona dalle famiglie immediate delle vittime, se lo desiderano. Meritano di assistere alla giustizia”.
Trump ha definito il killer un “traditore” e “un uomo molto cattivo e malvagio”, ricordando come nel 2009 Hasan aprì il fuoco all’interno del complesso militare texano uccidendo 13 persone (tra cui una soldatessa incinta) e ferendone gravemente altre 32.
Nello stesso intervento, il presidente Usa ha attaccato l’operato dell’Fbi durante la presidenza di Barack Obama, addebitando a quella gestione un grave fallimento informativo. Secondo Trump, l’agenzia federale aveva “intercettato comunicazioni elettroniche tra Hasan e il clerico radicale yemenita- tatunitense, Anwar al-Awlaki. Quando furono esaminate dalla task force antiterrorismo dell’Fbi, gli investigatori conclusero che le e-mail di Hasan non rappresentavano una minaccia. Questa valutazione delle azioni dell’amministrazione Obama è stata poi considerata un fallimento chiave dell’intelligence”.