TEHERAN - Nuova e drammatica escalation di tensione nel Medio Oriente. L’ultima ondata di raid aerei sferrati dagli Stati Uniti nella notte tra martedì e mercoledì contro il territorio iraniano ha causato la morte di almeno 11 persone, scatenando la dura reazione delle autorità di Teheran e le ritorsioni dei Pasdaran.  

Il bilancio dell’attacco statunitense conta 11 morti ufficiali. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Irna, citando il vicegovernatore della provincia sud-occidentale del Khuzestan, tre località della regione sono state colpite provocando sette vittime e otto feriti. A queste si aggiungono altri quattro morti (tra cui un bambino) e oltre 50 feriti registrati nella città di Kuhestak (nella provincia meridionale di Hormozgan, contea di Sirik), dove i missili Usa hanno centrato un matrimonio durante i festeggiamenti.  

L’attacco alla cerimonia nuziale ha provocato la durissima reazione del principale negoziatore iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, che in un post su X ha attaccato duramente Washington: “Scuola Minab: bambini massacrati. Palazzetto dello sport Lamerd: bambini trucidati. Matrimonio Kouhestak: bambini uccisi con le loro famiglie. Se un potere agisce come Satana, sceglie i bersagli come Satana e uccide come Satana, è Satana. Shields, un Satana minore che fa la stessa cosa? È il Grande Satana”.  

Dall’altra parte dell’Atlantico, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affidato alla sua piattaforma Truth Social una serie di messaggi in cui rivendica le operazioni e minaccia conseguenze estreme.  

In un primo intervento, Trump ha motivato i raid spiegando: “Gli Stati Uniti stanno, proprio in questo momento, colpendo obiettivi iraniani vicino allo Stretto di Hormuz. Gli attacchi sono ampi e potenti, e rappresentano una rappresaglia per il fallito tentativo iraniano di posizionare mine marine nello Stretto, che attualmente non ne contiene (sono state completamente rimosse o fatte detonare!), e per il lancio di otto missili, tutti abbattuti con successo, contro la nostra base militare in Giordania. Se la fallita Nazione iraniana reagirà a questo attacco, peraltro giustificato, verrà colpita di nuovo con una forza e una potenza ben maggiori, ma non sarà l’attacco più devastante di tutti, quello che ci attende dietro l’angolo e, quando sarà finito, della Repubblica Islamica dell’Iran non rimarrà quasi nulla!”.  

Successivamente, il presidente Usa ha ribadito di non essere interessato a un tavolo negoziale: “Non sto cercando di costringere l’Iran a negoziare, come ha riferito Abc Fake News. Non me ne importa nulla se firmano un accordo che per loro non ha alcun valore”, spiegando di preferire la posizione attuale in cui si trovano gli Stati Uniti. “Abbiamo un controllo quasi totale dello Stretto di Hormuz e la loro economia è al collasso”, ha osservato, aggiungendo: “stanno solo aspettando l’inevitabile. Quando si solleverà il popolo iraniano per combattere?”.  

Nei suoi interventi, Trump ha colto l’occasione anche per elogiare il lavoro svolto dal segretario al Tesoro Scott Bessent al G20 finanziario di Asheville, in North Carolina: “Un ringraziamento a Bessent, che lavora duramente per noi e sta svolgendo un lavoro fantastico nel rappresentare gli Usa. Siamo l’economia più grande e migliore al mondo”, ha scritto, invitando gli altri Paesi a “seguire il nostro esempio: tagliare tasse e regole”, e affermando di aver ottenuto “tre grandi vittorie”.  

La ritorsione iraniana: attacchi in Kuwait e nel Kurdistan iracheno La risposta militare di Teheran non si è fatta attendere. I Guardiani della Rivoluzione iraniana (Pasdaran) hanno rivendicato un attacco coordinato con missili e droni contro le basi statunitensi ad Erbil, nella regione autonoma del Kurdistan iracheno. Attraverso una nota ripresa dall’agenzia Irna, il corpo paramilitare ha sostenuto di aver distrutto un centro di manutenzione, diversi magazzini e il “sistema di guida di un aerostato di sorveglianza statunitense”.  

Contemporaneamente, attacchi con droni e missili lanciati dall’Iran hanno preso di mira nella notte il territorio del Kuwait. Le forze armate del piccolo emirato del Golfo Persico hanno confermato l’offensiva, spiegando su X che “le difese aeree stanno rispondendo ad attacchi ostili di droni e missili” e invitando la popolazione civile a seguire scrupolosamente le istruzioni di sicurezza impartite dalle autorità.