CITTÀ DEL VATICANO - Il processo d’appello sulla gestione dei fondi della Santa Sede, che vede tra i principali imputati il cardinale Angelo Becciu, riprenderà il 26 gennaio 2027. La decisione è stata comunicata durante un’udienza durata appena undici minuti, convocata esclusivamente per definire il calendario delle prossime sedute. 

Il presidente della Corte d’Appello vaticana, monsignor Alejandro Arellano Cedillo, ha stabilito che il procedimento proseguirà dal 26 al 29 gennaio. 

Le quattro giornate saranno dedicate soltanto all’esame delle questioni preliminari, senza affrontare ancora il merito delle accuse. 

“Non entreremo ancora nel merito della causa”, ha chiarito il presidente, spiegando che le parti hanno già depositato le proprie memorie scritte e che i prossimi incontri serviranno esclusivamente a illustrarne i contenuti. 

La nuova calendarizzazione è stata definita dopo una consultazione con i rappresentanti delle parti civili, l’Ufficio del Promotore di giustizia e gli avvocati difensori. 

Uno dei nodi principali riguarda la documentazione raccolta durante le indagini e messa a disposizione delle difese. 

Con un’ordinanza del 17 marzo, la Corte aveva disposto che l’Ufficio del Promotore di giustizia depositasse in cancelleria la versione integrale di tutti gli atti e dei documenti del procedimento istruttorio, rispondendo alle contestazioni sollevate dagli avvocati degli imputati, che avevano denunciato di aver ricevuto materiale incompleto, in diversi casi con parti oscurate da omissis. 

Secondo le difese, questa situazione avrebbe limitato la possibilità di esaminare pienamente gli elementi raccolti dall’accusa e di preparare adeguatamente le proprie argomentazioni nel giudizio di secondo grado. 

La Corte ha quindi chiesto di garantire l’accesso completo alla documentazione, un passaggio considerato essenziale per affrontare le contestazioni procedurali ancora aperte. 

Il procedimento riguarda la gestione delle risorse finanziarie della Santa Sede ed è uno dei processi più rilevanti degli ultimi anni per la giustizia vaticana. 

Tra i principali imputati figura il cardinale Angelo Becciu, ex sostituto della Segreteria di Stato, condannato in primo grado nel dicembre 2023 a cinque anni e sei mesi di reclusione per peculato e truffa aggravata.  

Le vicende riguardano un investimento finanziario legato a un immobile di lusso a Londra, il trasferimento di 125mila euro a una cooperativa presieduta dal fratello e i versamenti per 575mila euro a Cecilia Marogna, consulente sarda che si presentava come esperta di intelligence e che sosteneva di svolgere missioni umanitarie per il Vaticano.  

Anche Marogna è stata condannata in primo grado a tre anni e nove mesi per truffa aggravata. Entrambi hanno respinto le accuse. 

Becciu ha sempre respinto le accuse e punta a ottenere l’assoluzione in appello. 

Il nuovo rinvio allunga ulteriormente i tempi del giudizio d’appello. Anche alla ripresa di gennaio, il confronto si concentrerà sulla regolarità degli atti e sulle richieste delle parti, mentre l’esame delle responsabilità degli imputati resterà affidato a una fase successiva del processo.