CARACAS - A quasi una settimana dal doppio terremoto di magnitudo 7,2 e 7,5 che mercoledì ha colpito il nord del Venezuela, il bilancio continua ad aggravarsi mentre proseguono senza sosta le operazioni di ricerca tra le macerie.
Le due scosse hanno devastato edifici, infrastrutture e attività economiche, con conseguenze che, secondo le Nazioni Unite, potrebbero aver coinvolto direttamente o indirettamente fino a 6 milioni 760mila persone.
Secondo il presidente dell’Assemblea nazionale venezuelana, Jorge Rodríguez, i morti sono saliti ad almeno 1.450, mentre i feriti sono 3.150 e gli sfollati 12.721. Le Nazioni Unite stimano inoltre che i dispersi possano essere circa 50mila.
A complicare ulteriormente la situazione sono le continue scosse di assestamento.
Dopo i due forti terremoti di mercoledì sono stati registrati oltre 500 eventi sismici: la presidente ad interim Delcy Rodríguez ha parlato di 512 scosse, mentre la Fondazione venezuelana per le ricerche sismologiche (Funvisis) ha rilevato soltanto domenica più di venti terremoti, il più forte dei quali di magnitudo 4,3 nel Venezuela occidentale. Nella mattinata di oggi, alle 7 ora locale, una nuova forte scossa di assestamento è stata avvertita a Caracas e a La Guaira.
Il continuo sciame sismico mantiene alta la tensione tra la popolazione, che in molti casi continua a trascorrere le notti all’aperto per il timore di nuovi crolli.
La macchina internazionale dei soccorsi continua a crescere. Nel Paese sono ormai operativi 2.624 soccorritori provenienti da diversi Stati, affiancati da 137 cani da ricerca, 49 mezzi specializzati e quasi 85 tonnellate di attrezzature, medicinali e materiale sanitario.
Secondo Delcy Rodríguez, sul terreno stanno già operando squadre provenienti da El Salvador, Messico, Repubblica Dominicana, Svizzera, Ecuador, Spagna, Cile, Colombia, Paesi Bassi, Italia e Stati Uniti, mentre sono attesi ulteriori rinforzi. Migliaia anche i volontari venezuelani: solo a Caracas 7.876 persone si sono registrate per partecipare alle operazioni di ricerca e assistenza.
Gli Stati Uniti hanno rafforzato il proprio contributo inviando oltre 200 militari, aerei ed elicotteri per sostenere le operazioni di emergenza. Nelle prossime ore è inoltre previsto l’arrivo di circa 130 marines nel porto di La Guaira, una delle aree più colpite dal sisma. Anche il Paraguay invierà 32 militari specializzati in ricerca e soccorso, mentre il Perù ha spedito oltre 14 tonnellate di aiuti umanitari.
Tra le poche notizie positive delle ultime ore c’è il salvataggio di un padre e di suo figlio, estratti vivi, quattro giorni dopo il terremoto, dalle macerie di un edificio crollato a La Guaira, grazie a un’operazione condotta dalle squadre francesi e statunitensi.
L’intervento è durato circa dodici ore e ha richiesto l’impiego di telecamere specializzate e un lavoro estremamente delicato tra strutture instabili. “Sono estremamente deboli, come lo sarebbe qualsiasi persona intrappolato sotto le macerie per quattro giorni; quindi, stiamo facendo tutto il possibile per reidratarli e somministrare vari farmaci durante il processo di estrazione, che procede molto lentamente”, aveva dichiarato, mentre l’operazione era ancora in corso, un membro della Protezione civile francese.
Il recupero segue quello, avvenuto il giorno precedente, di una madre e del suo bambino di nove mesi. Sebbene durante il fine settimana siano state tratte in salvo almeno 33 persone, gli specialisti ricordano che, superate le 72 ore dal sisma, le probabilità di trovare superstiti diminuiscono drasticamente.
Nel frattempo, numerose famiglie continuano a scavare tra le macerie, spesso a mani nude, raccontando di aver sentito voci provenire dagli edifici crollati mentre attendono l’arrivo dei mezzi pesanti.
È stato intanto recuperato a Caracas il corpo senza vita di Enzo Cuomo, 63 anni, originario di Laviano, in provincia di Salerno, residente nel quartiere di Los Palos Grandes.
Lo confermano fonti informate all’Adnkronos, mentre si attende il riconoscimento ufficiale da parte dei familiari. Al momento del terremoto, Cuomo si trovava in casa con la moglie Trini Adrian, di 53 anni, e con la figlia Isabella (22). Secondo le stesse fonti anche loro avrebbero perso la vita e i loro corpi potrebbero trovarsi già all’obitorio in attesa del riconoscimento ufficiale. Tutti e tre risultavano nell’elenco dei dispersi.
Lo stato costiero di La Guaira, a circa 40 chilometri da Caracas, continua a essere l’area più colpita. Migliaia di persone hanno trovato riparo in piazze, parchi e campi sportivi, evitando di rientrare nelle proprie abitazioni per il timore di nuovi cedimenti. “Gli sforzi di soccorso e recupero sono in corso. Oggi (domenica) abbiamo recuperato persone vive e, pertanto, le operazioni non verranno sospese. Manteniamo sempre la speranza”, ha dichiarato Delcy Rodríguez.
La presidente ad interim ha inoltre annunciato la creazione di una commissione incaricata di verificare l’agibilità degli edifici, la proroga della sospensione delle lezioni per un’altra settimana e il ripristino della rete elettrica a La Guaira, dove l’erogazione è tornata al 75% della capacità.
La conta dei danni continua ad aumentare. Una valutazione preliminare realizzata attraverso immagini satellitari dal Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (Pnud), nell’ambito del programma Rapida, stima perdite per circa 6,7 miliardi di dollari tra edifici, infrastrutture, veicoli e attività economiche.
Secondo le autorità venezuelane, sono 774 gli edifici colpiti, di cui 189 completamente crollati e centinaia gravemente danneggiati. Il sisma ha inoltre interessato 38 ospedali, 44 centri commerciali e altre 1.645 strutture pubbliche e private.
Le interruzioni della rete elettrica, delle telecomunicazioni e dei trasporti continuano a rallentare le operazioni di soccorso e il ricongiungimento delle famiglie. Per far fronte al forte trauma collettivo provocato dalla tragedia, le autorità hanno inoltre attivato una linea telefonica dedicata al supporto psicologico delle persone colpite.