SYDNEY – David Shoebridge è il nuovo leader dei Verdi, scelto al termine di una rara votazione interna dopo le dimissioni di Larissa Waters per motivi di salute. Steph Hodgins-May è stata eletta vice leader, completando una nuova squadra che punta a imprimere al partito una linea politica più combattiva.

La decisione è stata presa dagli 11 membri del gruppo parlamentare riuniti a Sydney.

Shoebridge ha superato Mehreen Faruqi e Sarah Hanson-Young in una competizione a tre, conquistando infine sette voti contro quattro su Faruqi dopo la distribuzione delle preferenze. Hodgins-May ha invece battuto Vanessa Bleyer per sei voti a cinque, mentre Jordon Steele-John aveva presentato la propria candidatura alla vice leadership.

Si tratta di una procedura insolita per i Verdi, che in passato hanno generalmente cercato di scegliere i propri vertici attraverso il consenso.

Shoebridge, senatore per il New South Wales dal 2022 ed ex avvocato e parlamentare statale, diventa il sesto leader nella storia del partito.

Nel suo primo intervento ha dichiarato di voler colmare quello che ha definito “il vuoto lasciato dal Partito laburista nella sua fuga a destra”, sostenendo che i Verdi debbano puntare non semplicemente a influenzare il partito di governo, ma a sostituirlo.

“Siamo qui per battere One Nation e siamo qui per sostituire il Labor e restituire speranza e fiducia alla politica”, ha affermato.

Shoebridge ha inoltre indicato tra le priorità il contrasto a quella che ha definito “avidità delle grandi aziende”, citando l’industria del gas, AUKUS, l’intelligenza artificiale e gli interessi dei grandi gruppi legati ai combustibili fossili.

Hodgins-May, entrata in Parlamento appena due anni fa dopo una carriera come legale per le cause ambientaliste, ha promesso una visione “ambiziosa” per ampliare il movimento, con particolare attenzione al costo della vita e alla crisi climatica.

La votazione ha però evidenziato anche divisioni interne. Faruqi ha espresso pubblicamente la propria delusione per il risultato e ha spiegato di non essersi ricandidata come vice perché ritiene di poter contribuire meglio al partito fuori dai vincoli della leadership.

Ha inoltre rilanciato la richiesta di affidare in futuro la scelta del leader agli iscritti secondo il principio “un membro, un voto”, criticando la rapidità della procedura seguita questa settimana.

Una posizione analoga era stata sostenuta dall’ex deputato Max Chandler-Mather, che aveva chiesto maggiore partecipazione della base alla scelta dei vertici.

Waters, nelle prime dichiarazioni pubbliche dopo le dimissioni, si è detta profondamente dispiaciuta di non poter proseguire per il peggioramento della propria salute. Dopo un periodo di congedo medico, intende tornare al Senato come semplice parlamentare.

Shoebridge le ha reso omaggio per aver guidato il partito in una fase difficile, elogiandone “compassione” e “principi”.