WASHINGTON - Il governo degli Stati Uniti ha sospeso le domande di immigrazione per cittadini provenienti da 19 Paesi.

Secondo un memorandum ufficiale divulgato ieri, i Servizi per la cittadinanza e l’immigrazione degli Stati Uniti hanno sospeso l’elaborazione delle domande di green card e cittadinanza per chi proviene da Paesi già soggetti alle restrizioni di viaggio annunciate dal presidente Donald Trump a giugno. 

Il divieto di ingresso negli Stati Uniti riguarda i cittadini di Afghanistan, Birmania, Ciad, Congo, Guinea Equatoriale, Eritrea, Haiti, Iran, Libia, Somalia, Sudan e Yemen. Gli altri sette Paesi interessati sono Burundi, Cuba, Laos, Sierra Leone, Togo, Turkmenistan e Venezuela.  

Nella tarda serata di ieri, il presidenteTrump ha scatenato un violento attacco verbale contro gli immigrati somali, affermando esplicitamente che i migranti provenienti dal Paese africano non sono i benvenuti negli Stati Uniti. 

“Non li voglio nel nostro Paese. Sarò onesto con voi, ok. Qualcuno dirà: ‘Oh, questo non è politicamente corretto’. Non mi interessa. Non li voglio nel nostro Paese”, ha tuonato Trump al termine di una riunione di gabinetto. Ha poi proseguito, sostenendo che gli Stati Uniti “andrebbero nella direzione sbagliata continuando ad accogliere spazzatura”. 

La Somalia è stata da lui dipinta come una nazione inesistente, “è a malapena un Paese, sapete, non hanno niente. Corrono in giro uccidendosi a vicenda. Non c’è alcuna struttura”, ha concluso Trump, alimentando la polemica sulla sua retorica anti-immigrazione. 

Successivamente si è dedicato a criticare la rappresentante Ilhan Omar, democratica e prima somalo-statunitense eletta al Congresso. “La guardo sempre,” ha detto Trump, aggiungendo che Omar “odia tutti. E penso che sia una persona incompetente”.  

La risposta della deputata dem Ilhan Omar non si è fatta attendere: “La sua ossessione per me è inquietante – ha scritto Omar in un post sui social media, indirizzando le parole al Presidente –. Spero che riceva l’aiuto di cui ha disperatamente bisogno”.