SOFIA (Bulgaria) - La 109ª edizione del Giro d’Italia prende il via domani, 8 maggio, da Nessebar, in Bulgaria, confermando ancora una volta il carattere internazionale della prima grande corsa a tappe della stagione ciclistica. La Corsa Rosa, seconda solo al Tour de France per prestigio, vede al via 184 corridori provenienti da 23 squadre, tutti in lotta per conquistare la maglia rosa lungo un percorso di 3.459,2 chilometri suddivisi in 21 tappe.  Il gran finale è previsto il 31 maggio a Roma, dove, come da recente tradizione, si conclude un viaggio fatto di fatica, strategia e grandi imprese atletiche. 

Come detto,  il Giro parte per la 16ª volta nella storia fuori dai confini italiani. Le tre tappe bulgare portano dal Mar Nero alle montagne interne del Paese fino alla capitale Sofia. Ripartenza in Italia in Calabria e poi una costante risalita che prevede una nuova volata a Napoli, il Blockhaus in Abruzzo, i muri marchigiani, una sola cronometro in Toscana, un tappone valdostano, il ritorno a Milano nella 15ª frazione, un’escursione svizzera, il Giau Cima Coppi dell’edizione e l’arrivo a Piancavallo. Qui si decideranno il vincitore e il podio, premiati poi a Roma.

Assente il campione del mondo Tadej Pogacar, il grande favorito alla vigilia è il danese Jonas Vingegaard, leader della Team Visma-Lease a Bike. Vincitore di due Tour de France e specialista delle corse a tappe, Vingegaard arriva al Giro con l’obiettivo dichiarato di conquistare per la prima volta la maglia rosa. La sua capacità di resistere in alta montagna e di gestire le tappe più dure lo rende l’uomo da battere. Ma il Giro d’Italia non è mai una corsa scontata. Tra gli avversari più attesi spicca Giulio Pellizzari, talento emergente del ciclismo nazionale in forza alla Red Bull-Bora-Hansgrohe. Considerato uno dei prospetti più interessanti del panorama italiano, Pellizzari rappresenta una delle principali speranze per un risultato di prestigio in classifica generale e potrebbe sorprendere soprattutto sulle grandi salite. Alle loro spalle si preannuncia una lotta serrata tra numerosi pretendenti, con squadre pronte a sfruttare ogni occasione utile.

Le tappe di montagna, in particolare, saranno decisive: il dislivello complessivo e la varietà del percorso lasciano spazio a continui ribaltamenti di classifica, mentre anche le frazioni intermedie potrebbero rivelarsi insidiose a causa di venti, cadute o fughe da lontano. Il Giro 2026, oltre alla sfida sportiva, rappresenta anche un viaggio attraverso paesaggi e culture diverse, partendo dalla Bulgaria per poi attraversare l’Italia da sud a nord fino alla capitale. L’alternanza tra pianura e alta montagna promette spettacolo e selezione naturale tra i corridori.

Con il via ormai imminente, l’attesa è tutta per capire se Vingegaard riuscirà a confermare il suo status di favorito o se ci sarà qualcuno in grado di ribaltare i pronostici. Come sempre, il Giro, visibile con Il Globo Tv in streaming su Rai Italia, si prepara a scrivere una storia fatta di resistenza, strategia e imprevedibilità fino all’ultimo chilometro.