AUCKLAND FC 1

SYDNEY FC 0

AUCKLAND FC: Would; Sakai, Girdwood-Reich, Hall, Pijnaker, Elliott (De Vries 72’), Brook (Rogerson 72’), Verstraete, Howieson, Randall (Gillion 90’), Cosgrove. All. Steve Corica

SYDNEY FC: Devenish-Meares; R. Grant, Garuccio, A. Popovic, Courtney-Perkins, Quintal (Youlley 72’), Okon-Engstler, Akon (Lolley 65’), Kamijo (Arslan 85’), Quispe (Campuzano 71’), Stamatelopoulos (Wood 85’). All. Patrick Kisnorbo

RETE: 60’ Howieson

ARBITRO: Alex King

AMMONITI: Pijnaker, Verstraete, Hall, Cosgrove, Elliott (AKL), Campuzano (SFC)

AUCKLAND – Il cielo sopra il Go Media Stadium si colora di nero e blu, mentre oltre 28mila tifosi esplodono in un boato che resterà nella storia del calcio neozelandese.

L’Auckland FC batte 1-0 il Sydney FC nella Grand Final dell’A-League 2025/26 e conquista il primo titolo della propria storia appena alla seconda stagione di esistenza del club.

Una notte storica, non solo per la società guidata da Steve Corica, ma per tutto il calcio “kiwi”: mai prima d’ora una squadra neozelandese era riuscita a vincere il campionato australiano.

A decidere la finalissima è stato Cameron Howieson, autore del gol che ha spezzato l’equilibrio nella ripresa e trasformato una stagione straordinaria in una favola completa.

Per Steve Corica il sapore del successo è ancora più intenso. L’ex bandiera del Sydney FC, con cui aveva già conquistato due titoli da allenatore nel 2019 e 2020, si prende una rivincita personale dopo l’esonero del 2023 e diventa il primo tecnico nella storia dell’A-League a vincere tre Grand Final.

Ironia del destino, il trofeo arriva proprio contro quel Sydney FC che per anni era stato casa sua. “È una sensazione strana – ha ammesso Corica dopo la partita – perché quando abbiamo saputo che avremmo affrontato il Sydney in finale ho ripensato a tutto il tempo trascorso lì, ai trofei vinti insieme. Però io amo vincere e volevo che questi ragazzi facessero qualcosa di speciale stasera”.

La partita non è stata spettacolare, ma intensa, tattica e combattuta, esattamente come spesso accade nelle grandi finali. Entrambe le squadre hanno badato prima di tutto a non concedere spazi, con i centrocampi protagonisti di una battaglia continua che ha limitato il numero delle occasioni da gol.

Il Sydney FC è partito meglio e già al 13’ ha avuto la prima vera chance dell’incontro con Stamatelopoulos, il cui tiro è stato respinto con sicurezza dal portiere Would.

L’Auckland ha risposto poco dopo con Brook, che però non è riuscito a inquadrare la porta.

Con il passare dei minuti il match si è incanalato sui binari dell’equilibrio. I padroni di casa hanno provato a sfruttare il sostegno incessante del pubblico, mentre gli Sky Blues hanno cercato di colpire con rapide transizioni offensive.

Bisogna aspettare il 39’ per assistere a un’altra occasione degna di nota, quando un calcio d’angolo dell’Auckland crea il panico nell’area del Sydney FC senza però trovare la deviazione decisiva.

Poco prima dell’intervallo Randall impegna Devenish-Meares con una conclusione potente bloccata dal portiere ospite. Il primo tempo si chiude così sullo 0-0, risultato che fotografa perfettamente una sfida tirata e povera di spazi.

A inizio ripresa il Sydney FC prova ad alzare il ritmo e al 58’ Garuccio spreca una buona opportunità su calcio piazzato, calciando alto sopra la traversa da posizione favorevole.

È il preludio all’episodio che decide la finale. Al 60’, dopo una serie di rimpalli in area, il pallone arriva a Cameron Howieson che controlla e calcia rapidamente con il sinistro. La deviazione di Courtney-Perkins spiazza Devenish-Meares e il Go Media Stadium esplode.

Per Howieson è il primo gol stagionale, ma soprattutto il più importante della sua carriera. Una rete pesantissima, che gli vale anche la Joe Marston Medal come migliore in campo della finale.

Da quel momento il Sydney FC si riversa in avanti alla ricerca del pareggio. Kisnorbo si gioca la carta Joe Lolley, appena rientrato da un infortunio, nel tentativo di cambiare l’inerzia della partita.

L’Auckland però si difende con ordine e grande spirito di sacrificio.

All’81’ Youlley ha l’occasione migliore per gli ospiti, ma la sua conclusione rasoterra viene neutralizzata da Would.

Nel finale i neozelandesi resistono senza concedere ulteriori opportunità e, al triplice fischio dell’arbitro Alex King, possono finalmente liberare tutta la loro gioia.

La vittoria completa una crescita rapidissima per il club più giovane della lega, capace già nella stagione d’esordio di vincere la Premiership e ora anche il titolo nazionale.

L’Auckland diventa inoltre la terza squadra nella storia dell’A-League a conquistare la Grand Final pur avendo chiuso la regular season fuori dalle prime due posizioni.

“Il supporto che abbiamo ricevuto in questi due anni è stato incredibile – ha dichiarato ancora Corica –. Fare la storia davanti ai nostri tifosi e diventare la prima squadra neozelandese a vincere una Grand Final rende tutto ancora più speciale. La cultura di questo club è importante e questi ragazzi hanno dimostrato quello che sanno fare”.

Dall’altra parte resta la delusione del Sydney FC, che vede sfumare il sesto titolo della propria storia e perde la seconda finale consecutiva.

Eppure Patrick Kisnorbo, arrivato sulla panchina degli Sky Blues soltanto a marzo, preferisce guardare al percorso della sua squadra piuttosto che al risultato finale.

“La prima sensazione è di delusione – ha spiegato – ma se ripenso a tutto quello che abbiamo fatto per arrivare fin qui, allora devo fare i complimenti ai ragazzi. Fa male perdere una finale, ma questa squadra ha dimostrato carattere e tornerà più forte”.

La notte di Auckland, però, appartiene tutta ai Black Knights. A una squadra giovane, ambiziosa e costruita in pochissimo tempo.

E soprattutto a Steve Corica, l’uomo che ha trasformato un progetto appena nato in campione d’Australia.