TEL AVIV - È ancora presto per stabilire se dietro l’aggressione avvenuta a bordo del volo Flydubai diretto a Tel Aviv ci sia un coinvolgimento dell’Iran. A dirlo è il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, tornato sull’episodio in un’intervista a Fox News. 

“È troppo presto per dirlo”, ha dichiarato Netanyahu rispondendo a una domanda su un possibile legame iraniano. Il premier ha spiegato di non conoscere “il passato esatto” del copilota che ha aggredito il comandante in quello che, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stato un tentativo di far precipitare l’aereo, “ma è ovvio che odiava gli israeliani (...). Si tratta di fanatismo e odio di un livello incalcolabile”, ha aggiunto. 

Netanyahu ha quindi fatto il punto sulle indagini. “Il pilota responsabile dell’attacco è ora sotto inchiesta in Arabia Saudita. Credo che verrà estradato negli Emirati Arabi Uniti, da dove proviene, o almeno da dove è partito”, ha dichiarato. “Seguiremo da vicino le indagini e, se possibile, vi parteciperemo”. 

Il volo Flydubai FZ1073, partito da Dubai e diretto a Tel Aviv, era stato costretto a effettuare un atterraggio d’emergenza all’aeroporto di Tabuk, in Arabia Saudita, dopo una violenta colluttazione nella cabina di pilotaggio. Secondo le prime ricostruzioni, il copilota omanita avrebbe aggredito e accoltellato il comandante indiano Smit Machchhar, tentando poi di assumere il controllo del velivolo e farlo precipitare. 

Netanyahu ha descritto anche i drammatici momenti vissuti a bordo, quando alcuni passeggeri sono intervenuti per fermare l’aggressore e contribuire a riprendere il controllo dell’aereo. Secondo Flightradar24, durante l’emergenza il velivolo ha perso circa 17mila piedi di quota nell’arco di un minuto. 

In un’intervista alla Cnn, il premier israeliano ha affermato che coloro che sono intervenuti “sono riusciti a prevenire una catastrofe simile a quella dell’11 settembre”. Netanyahu ha inoltre elogiato il comandante ferito e i passeggeri protagonisti dell’intervento. “Hanno impedito una catastrofe che avrebbe potuto avere conseguenze globali”, ha dichiarato, definendo quanto accaduto “un atto di grande coraggio”. 

Riferendosi in particolare all’idraulico israeliano intervenuto durante la colluttazione, Netanyahu ha parlato di “un incredibile atto di eroismo: il suo, quello del pilota indiano e delle persone che li hanno aiutati. Il premier ha riferito di aver appreso i dettagli dell’intervento a bordo: un uomo è riuscito ad accedere alla cabina di pilotaggio e, individuato l’aggressore, lo ha bloccato da dietro per poi prenderne il posto ai comandi e tirare a sé la cloche per raddrizzare l’aereo, mentre gli altri passeggeri e membri dell’equipaggio provvedevano a immobilizzare l’assalitore. “Doveva salvarli e ha agito con grande sangue freddo e coraggio”, ha aggiunto. 

In un filmato diffuso dal suo ufficio, Netanyahu è stato ripreso mentre incontrava i passeggeri del volo all’aeroporto di Tel Aviv e abbracciava un uomo con la camicia insanguinata.   

Il movente dell’aggressione resta tuttavia da chiarire. Le autorità stanno verificando se l’episodio possa essere collegato all’Iran, a un altro attore o se abbia avuto motivazioni differenti.   

Nel frattempo, anche gli Emirati Arabi Uniti hanno aperto formalmente un’inchiesta. Secondo quanto riferito dall’agenzia ufficiale Wam, il procuratore generale Hamad Saif Al Shamsi “ha ordinato la formazione di una squadra investigativa composta da membri specializzati della procura pubblica per indagare sull’incidente”. 

La squadra dovrà raccogliere informazioni e prove per ricostruire quanto accaduto, stabilirne circostanze e motivazioni e verificare l’eventuale collegamento con attività o finalità terroristiche, oltre ad accertare se l’azione fosse stata pianificata. Al Shamsi ha sottolineato che le indagini sono ancora in corso e ha invitato a non avanzare congetture o conclusioni prima che gli accertamenti siano terminati. 

Anche Flydubai aveva adottato una linea prudente, confermando l’alterco nella cabina di pilotaggio ma sottolineando che le circostanze e le motivazioni dell’episodio devono ancora essere chiarite dalle autorità competenti. 

Intanto, in Israele si valuta un riconoscimento per i protagonisti dell’intervento a bordo. Il presidente Isaac Herzog ha annunciato che proporrà la “Medaglia presidenziale al coraggio civile” per Yaniv Hayon, Shota Mosiyev, Zvika Manes e Asaf Rajuan, i quattro uomini indicati come protagonisti dell’azione che ha permesso di neutralizzare l’aggressore e mettere in salvo i passeggeri. 

L’ufficio del Presidente ha dichiarato che “durante l’incidente, gli israeliani hanno agito con rapidità e decisione. La passeggera Tali Manes ha segnalato un’anomalia, e Hayon, Zvika Manes e Rajuan si sono precipitati in aiuto, sono entrati nella cabina di pilotaggio e hanno sopraffatto l’attentatore, rischiando la propria vita. Dopo averlo neutralizzato, il dottor Mosiyev ha prestato i primi soccorsi al pilota, rimasto gravemente ferito. La loro pronta azione ha evitato una catastrofe di proporzioni ben maggiori”.