PAVIA - La Procura di Pavia sentirà le gemelle Paola e Stefania Cappa, cugine di Chiara Poggi, nell’ambito della nuova indagine sul delitto di Garlasco che vede Andrea Sempio accusato dell’omicidio della ventiseienne.
Gli inviti a presentarsi sono stati notificati dai carabinieri di Milano e le due, in settimana, saranno ascoltate a Milano o a Pavia, come persone informate sui fatti.
Sarà sentito anche Marco Poggi, fratello della vittima, convocato per mercoledì 6 maggio, lo stesso giorno in cui Sempio è atteso davanti ai pm per l’interrogatorio. Quest’ultimo ultimo, secondo indiscrezioni sulla strategia difensiva, potrebbe avvalersi della facoltà di non rispondere.
Gli accertamenti arrivano nella fase finale dell’inchiesta riaperta sull’omicidio del 13 agosto 2007. Nei giorni scorsi la Procura ha modificato l’imputazione nei confronti di Sempio, passando dall’omicidio in concorso all’omicidio volontario, con l’ipotesi che abbia agito da solo e per motivi legati al rifiuto di un approccio sessuale da parte di Chiara Poggi.
La difesa contesta questa ricostruzione e prova a smontare il presunto movente anche attraverso alcuni messaggi pubblicati da Sempio nel forum “Italian Seduction”. Uno di questi, reso noto dall’avvocato Liborio Cataliotti, risale al 15 agosto 2012: “Allora one-itis disastrosa per una barista di una birreria, palo secco, mi dò da fare miglioro e tanto”.
Secondo i legali, il messaggio dimostrerebbe che la ragazza per cui Sempio parlava di una “one-itis”, cioè una forte fissazione sentimentale, non era Chiara Poggi. La difesa sostiene che, letto nel contesto complessivo degli interventi sul forum, quel passaggio rappresenti “una formidabile prova a discarico”.
Nei giorni scorsi era stata riportata anche un’altra frase attribuita a Sempio: “L’unica volta che mi sono innamorato è capitato in un momento oscuro della mia vita, tra i 18 e i 20”. Per la difesa, però, quel riferimento non riguarderebbe la vittima e andrebbe collegato ad altri messaggi successivi, nei quali Sempio parla di donne conosciute anni dopo il delitto.
Intanto torna anche l’ipotesi dell’ingresso dell’assassino nella villetta senza effrazione, scenario già emerso nel primo processo d’appello ad Alberto Stasi.
Nelle motivazioni di quella sentenza si osservava che non vi erano segni di forzatura alla porta, ma neppure prove per escludere che Chiara, dopo essersi svegliata, avesse disattivato l’allarme e lasciato la porta socchiusa.