ROMA – Appena rientrata dal suo viaggio in Asia, Giorgia Meloni ha dovuto continuare a confrontarsi con un’agenda in gran parte internazionale, nella settimana in cui si è aperto il Forum economico mondiale di Davos, in Svizzera.

Dell’eventuale partecipazione italiana al Consiglio di Pace per Gaza organizzato da Donald Trump si è discusso, insieme alle questioni di politica interna, durante la riunione di governo delle scorse ore, quando la presidente del Consiglio ha incontrato i due vicepremier, Tajani e Salvini, insieme al ministro della Difesa Guido Crosetto, per decidere la linea sui nodi ancora da sciogliere in politica estera, compresa la delicata questione della Groenlandia e la guerra in Ucraina.

L’ipotesi di una trasferta a Davos, prima dell’appuntamento comunitario, non è ancora esclusa. Tra le opzioni sul tavolo c’è anche quella di presenziare al summit in Svizzera senza firmare immediatamente la carta istitutiva del Consiglio per la Pace di Trump, prendendo tempo su un’iniziativa che solleva più di una perplessità nelle capitali europee.

Tra le mura di Palazzo Chigi si discute sulla difficoltà di declinare un invito diretto della Casa Bianca, soprattutto se accompagnato dalla possibilità di un faccia a faccia bilaterale. Sulla possibile partecipazione di Vladimir Putin al Consiglio di Pace per Gaza, Forza Italia non nasconde il proprio imbarazzo, invitando a valutare “con grandissima attenzione” una scelta dalle forti implicazioni internazionali. 

Nel frattempo, Meloni ha incassato i ringraziamenti del presidente ucraino Volodymyr Zelensky per l’invio di generatori italiani a sostegno del sistema energetico di Kiev, mentre dal Cremlino, il ministro degli Esteri Serghei Lavrov, ha mandato un messaggio secco: “Chi vuole parlare con noi, chi è seriamente interessato a farlo, ci chiami”.

Intervenendo alla conferenza stampa annuale sulla politica estera di Mosca, durante la quale ha tracciato un bilancio dell’azione diplomatica russa e affrontato i principali dossier internazionali, il capo della diplomazia di Mosca ha citato, in particolare, l’annullamento di tournée di artisti russi, come quella di Ildar Abdrazakov.

“Il governo italiano, o i governi delle regioni, in alcuni casi annullano tournée concordate dei nostri cantanti lirici”, ha affermato, aggiungendo che “ci sono stati diversi altri esempi prima di questo, in cui sono stati invitati artisti russi di fama mondiale, sono stati firmati accordi e poi queste tournée sono state annullate”.

Lavrov ha quindi ribadito che Mosca resta disponibile a un confronto politico con i leader europei che lo auspicano, citando indirettamente anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, pur sottolineando che il livello delle relazioni bilaterali resta “al punto più basso”.