BRASILIA – Il Congresso brasiliano ha dato il via libera giovedì alla riduzione della pena detentiva per tentato colpo di Stato all’ex presidente Jair Bolsonaro, infliggendo una seconda sconfitta parlamentare in meno di 24 ore al presidente Luiz Inácio Lula da Silva.

Con 318 voti contro 144 alla Camera dei deputati e 49 contro 24 al Senato, i legislatori hanno annullato il veto posto da Lula a una legge che modifica il calcolo delle pene detentive, favorendo Bolsonaro (2019-2022) e altri condannati per un tentativo di colpo di Stato.

La votazione è arrivata dopo una sessione tesa, segnata da grida e provocazioni da entrambe le parti.

A meno di sei mesi dalle elezioni in cui l’attuale presidente prevede di ricandidarsi, i parlamentari dell’opposizione hanno celebrato la vittoria saltando e scandendo la parola “libertà”. È stato inoltre intonato il nome del precandidato presidenziale Flávio Bolsonaro, figlio maggiore dell’ex presidente.

La Corte aveva condannato a settembre Jair Bolsonaro, 71 anni, a 27 anni di carcere per aver tentato di mantenersi al potere dopo aver perso le elezioni contro Lula nel 2022.

L’8 gennaio 2023, il giorno dell’insediamemtno di Lula, manifestanti bolsonaristi devastarono le sedi dei poteri pubblici a Brasilia, in un episodio interpretato dalla Corte come parte del movimento golpista e che ricordava, per modalità, l’assalto al Campidoglio degli Stati Uniti di due anni prima.

“Ringrazio deputati e senatori per questo regalo di compleanno così speciale, abbattendo il veto al progetto di legge sulla dosimetria”, ha scritto su X il senatore Flávio Bolsonaro, il cui compleanno ha coinciso con la storica sessione. A 45 anni, l’erede politico dell’ex presidente è dato alla pari con Lula, 80 anni, negli ultimi sondaggi sulle intenzioni di voto.

“Abbiamo visto tanta ingiustizia, tante cose, e sembra che ora riusciamo a provare un po’ di sollievo”, ha dichiarato all’Afp Diene Vilar, amica di una donna che sconta una pena di 15 anni agli arresti domiciliari per aver partecipato a quei disordini.

“Questo tipo di pena non può costruire la pace nel Paese”, ha affermato alla stampa il senatore di destra Esperidião Amin, aggiungendo che “il veto (di Lula) è stato un errore politico (…) e la risposta è arrivata oggi”.

Durante la sessione parlamentare, le urla, le offese e le provocazioni hanno spinto il presidente del Senato, Davi Alcolumbre, a minacciare di sospendere la votazione. Il procedimento è poi proseguito e, dopo la vittoria della destra, Alcolumbre e Flávio Bolsonaro si sono abbracciati.

La giornata tesa in Congresso è seguita alla votazione di mercoledì, quando il Senato ha respinto per la prima volta in oltre 100 anni, secondo la stampa, un candidato nominato dal presidente alla Corte Suprema. In un messaggio diffuso successivamente sui social per la Festa dei Lavoratori, Lula non ha menzionato le due sconfitte – a poche ore di distanza l’una dall’altra – del suo governo in Parlamento.

Il deputato Pedro Uczai, capogruppo del partito di governo alla Camera, ha dichiarato ai giornalisti che “l’avanzata dell’estrema destra in questo processo attuale apre la prospettiva di nuove avventure contro la democrazia in futuro”, definendola “pericolosa”.

Secondo la normativa precedente, Bolsonaro, agli arresti domiciliari a causa di ricorrenti problemi di salute, non avrebbe potuto accedere a benefici processuali prima del 2033. Con l’annullamento del veto, questo termine potrebbe ridursi. Gli avvocati dell’ex presidente potranno presentare una richiesta affinché la Corte Suprema ricalcoli le condizioni della pena.

Il massimo tribunale è nel mirino delle critiche della destra dopo aver condannato Bolsonaro nel 2025, in un processo che ha provocato anche ritorsioni contro il Brasile da parte del governo di Donald Trump.

I legislatori hanno sfidato il veto del presidente Lula da Silva e approvato un progetto di legge che ridurrà significativamente la condanna a 27 anni di carcere dell’ex presidente ultraconservatore.

Il Congresso ha votato per annullare il veto presidenziale e approvare la legge, grazie anche al sostegno di alcuni senatori centristi e deputati federali attratti dall’opposizione conservatrice. I sostenitori di Bolsonaro avevano espresso fiducia nel risultato già prima della votazione.

“Questo è un primo passo molto atteso dagli afflitti. La prossima fase è l’amnistia totale”, ha dichiarato il senatore Esperidião Amin, alleato dell’ex presidente.

Il progetto di legge approvato riduce le pene per diversi reati, tra cui quelli contro lo Stato democratico di diritto e la guida di un colpo di Stato, quando una persona è condannata per entrambe le fattispecie. La nuova normativa stabilisce che la pena debba basarsi unicamente sul reato che comporta la sanzione più elevata, anziché sommare le due condanne.

Prima del voto, il presidente del Senato Davi Alcolumbre aveva assicurato che solo i casi simili a quelli che hanno portato alle condanne di Bolsonaro, dei suoi alleati e dei suoi sostenitori nel processo per tentato colpo di Stato sarebbero idonei a beneficiare delle pene più lievi, anche se esperti giuridici ritengono che questa affermazione sarà contestata nei tribunali.

Pedro Uczai ha già annunciato che presenterà ricorso alla Corte Suprema per annullare la legge, sostenendo che sia incostituzionale. Il tribunale non ha ancora ricevuto formalmente il ricorso.

Non è ancora chiaro quanto tempo Bolsonaro sconterà effettivamente per la condanna per aver guidato un tentativo di colpo di Stato. L’ex presidente, che ha iniziato a scontare la pena a novembre, si trova attualmente agli arresti domiciliari.

Gli alleati di Bolsonaro al Congresso hanno sottolineato che la misura beneficia non solo l’ex presidente, ma anche i suoi sostenitori condannati per aver vandalizzato edifici governativi a Brasilia l’8 gennaio 2023, definiti dal figlio di Bolsonaro, Eduardo, un “gruppo di pensionati in preda all’indignazione per un’ingiustizia subita”. 

La votazione rappresenta un’altra importante sconfitta per Lula da Silva in Congresso, a pochi mesi dalla possibile candidatura per un quarto mandato non consecutivo.

“Vogliono liberare Bolsonaro, i suoi generali incarcerati e fermare le indagini della polizia federale che li coinvolgono – ha dichiarato Lindberg Farias, deputato e alleato di Lula –. Questo è un giorno di infamia”.

Diversi parlamentari hanno fatto riferimento alle prossime elezioni di ottobre durante i loro interventi, tra cui il senatore Flávio Bolsonaro, che aspira a sfidare Lula per la presidenza. “Se è la volontà di Dio, governerò questo Paese – ha dichiarato Flávio Bolsonaro –. Vi abbraccerò e mi prenderò cura di voi, indipendentemente dalle vostre idee politiche”.

Lula aveva sconfitto Bolsonaro con un margine molto ristretto alle elezioni dell’ottobre 2022, ottenendo il 50,9% dei voti contro il 49,1% dell’ex presidente di estrema destra.