WASHINGTON - Gli Stati Uniti hanno lanciato ufficialmente l’operazione “Project Freedom”, un’iniziativa annunciata da Donald Trump per sbloccare il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz. Il piano punta a garantire il passaggio delle navi commerciali rimaste intrappolate (circa 20.000 marittimi bloccati con scorte in esaurimento) in un braccio di ferro che dura ormai da settimane tra Washington e Teheran.
Nonostante la retorica del presidente, che ha definito l’operazione un “gesto umanitario” richiesto da numerosi Paesi, i dettagli operativi rivelano una missione complessa e ambigua. Il Comando Centrale ha schierato 15.000 militari, cacciatorpediniere lanciamissili classe Arleigh Burke, oltre 100 velivoli (inclusi aerei d’attacco A-10 e droni) e piattaforme multidominio per la sorveglianza.
Tuttavia, funzionari statunitensi hanno rivelato al Wall Street Journal che il progetto è, di fatto, una cellula di coordinamento tra Paesi, assicurazioni e armatori, piuttosto che un sistema di scorta diretta. Secondo l’analista Jennifer Parker, l’operazione non mira infatti a fornire protezione a singole imbarcazioni, ma a modificare la percezione di sicurezza nello stretto affinché le compagnie si sentano al sicuro e riprendano i transiti.
Una delle maggiori criticità è rappresentata dalle mine navali dispiegate dai Pasdaran. Il piano di Trump prevede l’individuazione di questi ordigni e la trasmissione dei dati alle navi civili, cercando rotte alternative sicure. Tuttavia, l’iniziativa sconta una solitudine diplomatica: gli alleati Nato hanno finora ignorato la richiesta di inviare navi da guerra, lasciando agli Stati Uniti l’onere dell’operazione.
Teheran ha risposto con estrema fermezza, minacciando di colpire le forze statunitensi qualora tentassero l’ingresso nello stretto. L’esercito iraniano ha dichiarato di aver già impedito l’ingresso a cacciatorpediniere Usa dopo un avvertimento deciso. Al contempo, l’agenzia iraniana Fars ha riferito che due missili avrebbero colpito una fregata statunitense costringendola al ritiro, una notizia che è stata però smentita da funzionari statunitensi da Axios.