TOKIO – L'elisir di lunga vita non è ancora stato scoperto. O forse sì, ma non è custodito in una formula segreta né racchiuso in un laboratorio d'avanguardia. Potrebbe trovarsi, più semplicemente, in un piatto preparato secondo la tradizione, in una passeggiata quotidiana, in una tavola condivisa con amici e familiari o in quella rete di relazioni che rende più ricca la vita di ogni giorno. Da decenni ricercatori di tutto il mondo cercano di capire perché alcune popolazioni riescano a spegnere le fatidiche 100 candeline mantenendo lucidità, autonomia e una buona qualità di vita. La genetica, certamente, ha il suo peso. Ma sempre più studi indicano che è soprattutto lo stile di vita a fare davvero la differenza.

È proprio da questa convinzione che prende forma MeDiet Japan 2026How to Live a Longer and Healthier Life: What Italy Has to Say About It, il simposio internazionale ideato dalla Camera di Commercio Italiana in Giappone (ICCJ), in programma il prossimo 16 e 17 ottobre presso la prestigiosa United Nations University di Shibuya, a Tokyo.

Giunto alla sua sesta edizione, il progetto nasce nel 2021 con l'obiettivo di promuovere la Dieta Mediterranea in Giappone e in Asia, ma nel tempo ha ampliato il proprio orizzonte fino a trasformarsi in una piattaforma dedicata al benessere a trecentosessanta gradi, alla prevenzione e agli stili di vita sostenibili. Un percorso che oggi trova nella longevità il proprio filo conduttore, mettendo in dialogo due territori che, pur separati da migliaia di chilometri, condividono una straordinaria peculiarità: la presenza di alcune delle aree più longeve del pianeta.

Riflettori puntati, dunque, sulla Sardegna, culla di una delle cinque celebri Blue Zones individuate dagli studiosi, e su Okinawa, simbolo della longevità giapponese. Due realtà profondamente diverse sotto il profilo culturale e geografico, ma accomunate da elementi che la ricerca continua a riconoscere come determinanti: un'alimentazione equilibrata, il movimento quotidiano, un forte senso di comunità e un rapporto armonioso con il territorio.

Sarà proprio questo dialogo tra Italia e Giappone ad animare i lavori del simposio, che riunirà alcuni tra i più autorevoli studiosi internazionali nei campi della nutrizione, della medicina dello stile di vita, della geroscienza, della genetica, delle neuroscienze, della biologia molecolare e delle scienze sociali. L'obiettivo non è soltanto fare il punto sulle più recenti evidenze scientifiche, ma tradurre anni di ricerca in indicazioni concrete per migliorare la qualità della vita.

Ad aprire i lavori sarà una sessione dedicata ai pilastri scientifici della longevità, nella quale interverranno, tra gli altri, Bradley Willcox, tra i massimi esperti mondiali dello studio dei centenari di Okinawa, il geriatra giapponese Katsuya Iijima, la ricercatrice di Harvard Rebecca Robbins, specializzata negli effetti del sonno sulla salute, e il neuroscienziato Mark Mattson, noto per i suoi studi sul digiuno intermittente e sui suoi benefici per il cervello. Quattro prospettive differenti, ma complementari, che contribuiranno a delineare un quadro sempre più chiaro di come geni, riposo, alimentazione e relazioni sociali concorrano a determinare non solo quanto viviamo, ma soprattutto come viviamo.

Il viaggio proseguirà poi a tavola, luogo simbolo della cultura mediterranea. Non è un caso che uno degli appuntamenti più attesi abbia come protagonista Valter Longo, direttore del Longevity Institute della University of Southern California e tra i maggiori studiosi mondiali dei meccanismi biologici dell'invecchiamento. Insieme al microbiologo giapponese Yoshimi Benno, all'esperto di nutrizione clinica Chin-Kun Wang e al divulgatore australiano Damian Kristof, Longo approfondirà il rapporto tra digiuno, microbioma intestinale, nutraceutica e alimentazione, mostrando come ciò che portiamo quotidianamente in tavola influenzi profondamente il funzionamento delle nostre cellule e il processo stesso dell'invecchiamento.

In fondo, il principio è tanto semplice quanto rivoluzionario. Se la genetica rappresenta il biglietto della lotteria con cui ciascuno nasce, lo stile di vita continua a essere il fattore sul quale possiamo realmente intervenire. La Dieta Mediterranea, ricca di verdura, frutta, legumi, cereali integrali, olio extravergine d'oliva e proteine di qualità, continua infatti a rappresentare uno dei modelli alimentari più studiati e riconosciuti dalla comunità scientifica internazionale per la sua capacità di ridurre il rischio di malattie croniche e favorire un invecchiamento in salute.

Nel pomeriggio, il confronto si sposterà su una dimensione meno misurabile con gli strumenti della medicina, ma non per questo meno determinante. Se alimentazione e attività fisica costituiscono le fondamenta della longevità, il benessere passa inevitabilmente anche attraverso il significato che ciascuno attribuisce alla propria esistenza.

È da questa prospettiva che nasce il panel dedicato a Ikigai, Moai e alle reti sociali, concetti profondamente radicati nella cultura giapponese e ormai sempre più studiati anche dalla comunità scientifica internazionale. Il primo richiama la ricerca di uno scopo nella vita, quella ragione che ogni mattina spinge ad alzarsi dal letto; il secondo identifica invece quei gruppi di sostegno reciproco che, soprattutto a Okinawa, accompagnano le persone lungo tutto l'arco della loro esistenza. Insieme agli studiosi Shino Sawaoka, Craig Willcox, Marcus Pearce, Dai Ayusawa e allo scrittore Héctor García, autore di uno dei saggi più noti dedicati all'Ikigai, il dibattito metterà in luce come relazioni umane, partecipazione sociale e senso di appartenenza rappresentino fattori determinanti tanto quanto una corretta alimentazione.

La prima giornata si concluderà con uno sguardo rivolto alla biologia dell'invecchiamento. Ad alternarsi sul palco saranno ricercatori che, da anni, indagano i meccanismi cellulari alla base del declino fisico e cognitivo. Tra loro spicca la biologa molecolare spagnola María A. Blasco, tra le maggiori autorità mondiali nello studio dei telomeri, affiancata dal medico giapponese Takuji Shirasawa, dall'esperto di fisiologia dell'esercizio Katsuhiko Suzuki, dal ricercatore ungherese Zsolt Radak e dal fisiologo spagnolo Mikel Izquierdo. Un confronto che unirà scienza di frontiera e pratica clinica.

La seconda giornata avrà invece un'impronta più pratica, con l'intento di trasformare le conoscenze scientifiche in strumenti applicabili nella quotidianità. Si partirà con una sessione di yoga dedicata al rapporto tra respiro, movimento e gestione dello stress, per poi approfondire il contributo della yoga therapy al benessere relazionale e psicofisico. Temi che, pur provenendo da tradizioni differenti, trovano sorprendenti punti di contatto con il modello mediterraneo, nel quale equilibrio, moderazione e qualità della vita rappresentano da sempre principi cardine.

Grande attenzione sarà riservata anche all'evoluzione della geroscienza. Il biologo Brian Kennedy e la ricercatrice Julie Ying Baron illustreranno come oggi sia possibile misurare l'età biologica attraverso marcatori molecolari sempre più sofisticati, aprendo nuove prospettive nella prevenzione e nella medicina personalizzata. Una disciplina in rapido sviluppo che guarda oltre la semplice aspettativa di vita, puntando ad aumentare gli anni vissuti in buona salute.

Naturalmente, non poteva mancare la cucina, terreno privilegiato dell'incontro tra culture. Due cooking show accompagneranno il pubblico in un viaggio che unirà Mediterraneo ed Estremo Oriente. Da un lato, lo chef Katsumi Kusumoto e la dottoressa Yumi Horie mostreranno come la cucina giapponese a base di verdure possa dialogare con i principi della Dieta Mediterranea attraverso piatti equilibrati e ricchi di nutrienti. Dall'altro, il confronto tra il kimchi, simbolo della fermentazione asiatica, e l'olio extravergine d'oliva offrirà lo spunto per raccontare come fermenti naturali e grassi "buoni" rappresentino due pilastri riconosciuti della prevenzione cardiovascolare e del benessere intestinale.

L'ultima parte del programma sarà dedicata alla nutrizione clinica e alle prospettive future della ricerca. Il diabetologo Satoru Yamada illustrerà il ruolo dell'alimentazione nella prevenzione delle malattie metaboliche, mentre il cardiologo Daniel Ruzicka, insieme ad altri protagonisti dell'innovazione, accompagnerà il pubblico in un viaggio tra start-up, nuove tecnologie e applicazioni concrete della longevità.