ROMA - L’Italia espelle due addetti militari dell’ambasciata russa a Roma, Ivan Petrovich Gorbachev e Mikhail Vasilyevich Astakhov, coinvolti nell’inchiesta della Procura di Roma su presunte attività di spionaggio in favore di Mosca. La decisione è stata comunicata dalla Farnesina all’ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Aleksej Paramonov, convocato su indicazione del ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Nel corso dell’incontro, il segretario generale della Farnesina, Riccardo Guariglia, ha espresso “la più ferma protesta del Governo italiano” per le attività attribuite a due funzionari con status diplomatico dell’ambasciata russa, individuate sul territorio nazionale grazie a una segnalazione dell’Aisi.
Secondo il ministero, si tratta di azioni che costituiscono “un’ingerenza grave e inaccettabile” per la sicurezza nazionale e per le istituzioni italiane. A Paramonov è stata notificata la decisione di procedere all’espulsione dei due funzionari, ritenuti coinvolti in attività incompatibili con la Convenzione di Vienna del 1961 sulle relazioni diplomatiche.
L’annuncio era stato anticipato da Tajani su X. “Il governo italiano ha deciso di espellere due addetti militari dell’ambasciata della Federazione russa in Italia, responsabili delle attività di spionaggio emerse nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Roma”, ha scritto il ministro. Gorbachev e Astakhov dovranno lasciare Roma entro tre giorni.
Per Tajani, Mosca continua a usare “armi ibride” contro l’Occidente e contro l’Italia. “Un’ingerenza grave e inaccettabile per le istituzioni italiane e per la sicurezza nazionale”, ha aggiunto il vicepremier.
La misura arriva dopo gli arresti eseguiti nei giorni scorsi a Roma nell’ambito di un’inchiesta per spionaggio in favore della Russia e accesso abusivo a sistemi informatici.
Tra le persone finite ai domiciliari c’è Gavino Raoul Piras, ex appartenente all’intelligence italiana. Secondo gli investigatori, avrebbe avuto accesso a documenti classificati come segreti, riservati, riservatissimi, anche della Nato.
Da Mosca è arrivato la risposta, con la promessa di una “risposta adeguata”, come ha fatto sapere il ministero degli Esteri russo all’agenzia Ria Novosti.
“Da parte di Mosca è solo una ritorsione politica priva di senso”, ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in conferenza stampa nella sede nazionale di Forza Italia. “Non abbiamo espulso due persone per un capriccio dell’Italia. Noi abbiamo espulso due spie. La nostra è una scelta basata sui fatti”, ha specificato.
Il vicepremier ha poi aggiunto che le due persone espulse facevano “attività di spionaggio a danno della sicurezza nazionale”, e se Mosca deciderà di espellere funzionari italiani, ha concluso, “dovrà dimostrare che si tratta di spie”.