SYDNEY - Jillian Segal ha accusato ABC e SBS di avere gestito in modo problematico la copertura della guerra a Gaza, sostenendo che nella comunità ebraica sia diffusa la percezione di un’informazione sbilanciata e, in alcuni casi, inesatta.
Comparendo dinanzi alla Royal Commission into Anti-Semitism and Social Cohesion, Segal ha detto che ABC si sarebbe concentrata in modo sproporzionato sul conflitto nella Striscia, presentando Israele in una luce costantemente negativa. Ha precisato di non voler limitare la scelta editoriale dei temi da coprire, ma ha osservato che nel mondo esistono altre guerre e gravi carestie, in particolare in Africa, che ricevono una minore attenzione.
Il punto, secondo Segal, non riguarda solo la quantità di servizi dedicati al Medio Oriente, ma anche la percezione di accuratezza e imparzialità. La dirigente ha sostenuto che ABC dovrebbe essere sottoposta a un comitato di supervisione separato, nonostante l’emittente disponga già di un ombudsman incaricato di esaminare i reclami del pubblico.
Segal ha criticato anche SBS per l’uso dei dati sulle vittime forniti dal ministero della Sanità di Gaza, definendoli “grossolanamente inesatti” e contestando il fatto che non distinguano tra combattenti e civili. L’osservazione tocca uno degli aspetti più sensibili della copertura del conflitto, in cui le cifre sulle morti vengono usate per descrivere l’impatto umanitario della guerra e restano oggetto di contestazione politica.
Le due emittenti pubbliche hanno respinto in anticipo le accuse. In una dichiarazione, ABC ha affermato che la maggior parte dei reclami sulla copertura di Gaza denuncia parzialità, ma che le contestazioni arrivano da entrambi i fronti. Tra luglio e dicembre 2025, il 51% dei reclami ha accusato ABC di una linea complessivamente filo-palestinese, mentre il 47% l’ha accusata di essere filo-israeliana.
Secondo ABC, queste percezioni riflettono opinioni forti e contrapposte nella comunità, non un favoritismo editoriale sistematico. Segal non ha accettato questa interpretazione, sostenendo che un numero simile di reclami da prospettive opposte non dimostra necessariamente l’accuratezza della copertura.
SBS, nella propria nota alla commissione, ha richiamato l’ampio lavoro svolto sull’antisemitismo, compresi contenuti in altre lingue, tra cui l’ebraico, e la copertura dell’attentato terroristico di Bondi. L’emittente ha dichiarato di condannare l’antisemitismo e di riconoscere il diritto degli ebrei australiani a vivere con sicurezza, dignità e senso di appartenenza.
Davanti alla commissione compariranno anche il direttore editoriale di ABC Gavin Fang e, per SBS, la direttrice di news and current affairs Amanda Wicks e il direttore dei contenuti audio e linguistici David Thanh Man Tue Hua. Saranno ascoltati inoltre gli ombudsman delle due emittenti, Fiona Cameron per ABC e Amy Stockwell per SBS.