PERTH - Inter-Juventus non sarà mai una partita normale, mai come tutte le altre. Neppure in un’amichevole d’agosto, neppure dall’altra parte del mondo, neppure senza i tre punti in palio. Nella capitale del Western Australia è in programma (alle 19 ora locale, alle 21 AEST) il primo derby d’Italia dopo le aspre polemiche di febbraio sull’espulsione di Kalulu per la simulazione di Bastoni (con tanto d’esultanza), bollata come errore dai vertici dell’Aia dell’epoca. Da allora il centrale azzurro è stato fischiato quasi dappertutto in Italia, accusato di antisportività. Una situazione esacerbata ulteriormente dal rosso rimediato contro la Bosnia, pietra tombale sulle speranze azzurre di qualificarsi al Mondiale. Sei mesi dopo Kalulu la considera ancora “un’ingiustizia”, mentre Luciano Spalletti è serafico, ordina di voltare pagina e vieta ogni diatriba: “Noi daremo seguito a quello che abbiamo fatto dopo quella partita. Non abbiamo creato grossi strascichi, non abbiamo riparlato di quelli che sono stati i comportamenti dei giocatori in campo”. Insomma, testa al campo. “Vogliamo solo fare una bella partita contro i più forti del nostro campionato e riuscire a imparare più cose possibili per arrivare al loro livello. L’Inter è tostissima, sarà una partita dove vedremo la mentalità della squadra e ci renderemo conto se stiamo lavorando nella direzione giusta oppure no”.

Cristian Chivu sa bene di essere nel mirino delle rivali e non si nasconde, con oneri e onori di chi porta lo scudetto sul petto: “Siamo la squadra da battere”. Ma la postilla è sempre la stessa: servono acquisti per alzare il livello, come il neoarrivato Stones. “Manca qualche pezzo, manca qualche settimana per presentarsi alla prima di campionato con la miglior versione possibile. Faremo del nostro meglio per completare un puzzle che al momento non è ancora al completo”. Chivu non fissa ultimatum ma la fascia destra resta scoperta dopo la partenza di Dumfries, seppure Diouf sia stato dirottato lì con buoni risultati (doppietta contro il Karlsruher): “Siamo sereni dall’inizio, siamo consapevoli del valore della rosa. Abbiamo bisogno di alzare il livello, di giocatori che sanno stare in un gruppo già coeso che ha fatto grandissime cose. Non ci siamo dati un tempo, sappiamo che serve la pazienza. Le scelte le avevamo fatte, ma ci sono state situazioni differenti per le quali non si sono concretizzate. Stiamo lavorando per cercare chi ci dia un livello superiore e anche esperienza, lasciamo lavorare i nostri direttori sportivi”. Il riferimento è chiaro: le trattative sfumate per Palestra e Khalaili.

Spalletti invece ha visto il proprio attacco rimpolpato da Alajbegovic e Kolo Muani e punta a schierare Yildiz per un tempo. Non si lamenta, quindi, dell’assenza di un bomber puro, dopo lo svincolo di Vlahovic: “Siamo andati ad acquistare dei calciatori che nella loro somma riusciranno a superare quei numeri. Non è importante averne uno che fa 20 gol. Alajbegovic è uno che può fare i gol, vogliamo aiutare Kolo Muani nei numeri. Per il momento siamo abbastanza tranquilli”.